La Baviera attende Benedetto XVI

E’ una lunga vigilia quella che la Baviera sta vivendo in attesa di poter abbracciare – da sabato prossimo  al 14 settembre – il suo più illustre figlio, Benedetto XVI. Per il viaggio apostolico nella sua terra d’origine, il Papa ieri, all’udienza generale, ha invitato tutti i fedeli a stringersi con lui in preghiera. Ma intanto, a Monaco, Altoetting e Regensburg – le tappe della visita – si perfezionano i dettagli organizzativi, tra cui quello della sicurezza, predisposto ai massimi livelli. Nella sola Monaco – teatro della preghiera del Papa nella Marienplatz e della Messa nella spianata della Neue Messe – verranno dislocati circa 25 mila tra poliziotti, vigili del fuoco e volontari del pronto soccorso. Paolo Ondarza ha intervistato don Wolfgang Huber, parroco del duomo di Monaco e responsabile della logistica per la visita del Papa:

 R. – MOMENTAN IST IN DER STADT MÜNCHEN…

Attualmente nella città di Monaco c’è una atmosfera bellissima e si sta aspettando con gioia il Santo Padre. Noi lo abbiamo conosciuto come arcivescovo della nostra diocesi e lo abbiamo conosciuto poi come cardinale della Curia Romana, quando veniva a trascorrere le sue vacanze. Adesso ci rallegriamo tantissimo di poterlo accogliere come Papa.

 D. – Benedetto XVI pregherà ai piedi della Colonna di Maria, che valore ha questo primo momento di preghiera?

 R. – DIE MARIENSÄULE…

La Colonna di Maria in Marienplatz rappresenta il cuore della città di Monaco e il cuore della Baviera. Tutta la Baviera è, infatti, sotto la sua protezione. E’ il luogo in cui lo stesso cardinale Ratzinger, ai piedi di questa Madonna, ha salutato la diocesi di Monaco quando è partito per Roma per assumere il nuovo incarico come cardinale della Curia Romana.

 D. – Circa 300 mila i fedeli previsti all’incontro con il Santo Padre. Come vi siete organizzati?

 R. – ES IST NATUERLICH NICHT GANZ EINFACH

Certamente non è facile organizzare per un numero così grande di pellegrini. Credo che questi pellegrini vengano poi con talmente tanta gioia, che saranno certamente disponibili a sopportare qualunque tipo di difficoltà. All’organizzazione stanno partecipando, con grandissimo impegno, tutti i responsabili della città, dai gestori della metropolitana e dei bus alla polizia, per mettere tutti in condizioni di raggiungere con agevolezza il luogo della Messa. Naturalmente abbiamo anche dovuto pensare nell’organizzazione a tante cose concrete. Si tratta però anche di preparare l’humus – per così dire – il terreno spirituale che accolga questo messaggio di fede del Santo Padre. Ho già notato che tante di queste persone che si sono impegnate nell’organizzazione, stanno dedicando anche tanto tempo alla preghiera. Sento una grande ricchezza spirituale e sento forte la sua presenza nel nostro Duomo di Monaco.

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Dopo la cerimonia di arrivo e il primo saluto ai bavaresi nella Marienplatz, il giorno dell’arrivo, Benedetto XVI presiederà il 10 mattina, nella spianata della Neue Messe di Monaco, la sua prima celebrazione eucaristica. Attesi 300 mila fedeli, appartenenti alle varie realtà ecclesiali bavaresi: tra loro anche i volontari della Caritas di Monaco. Paolo Ondarza ha intervistato Anton Ablasevic, responsabile della missione cattolica italiana della Caritas di Monaco:

R. – Noi ci preoccupiamo, con le parrocchie e con la missione cattolica italiana a Monaco di Baviera, che anche gli indigenti abbiano la possibilità di partecipare alla Messa del Papa, ma non solo. Sabato sera, il giorno prima della visita del Papa ai diversi luoghi e chiese di Monaco di Baviera, nell’organizzazione della Caritas e della diocesi di Monaco di Baviera, ci preoccupiamo che vengano anche operai e volontari della Caritas, per prepararsi, pregando, alla visita del Papa. Noi pensiamo che anche se c’è urgenza di aiutare, di lavorare, di essere attivi, c’è bisogno di sedersi davanti a Dio e pregare. Con la preghiera si riceve la forza per rimanere a servizio degli indigenti.

 D. – I vostri assistiti attendono Benedetto XVI? E con quali preghiere?

 R. – A Monaco di Baviera arrivano circa 250 mila migranti e fra di loro ci sono circa 25 mila italiani. Noi ci occupiamo anche dell’assistenza alle famiglie indigenti, senza lavoro, senza casa, malati e poveri. Molti di loro vivono qui già da 40 anni. Hanno vissuto più a Monaco di Baviera che in Italia. E molti di loro pregano per i membri delle loro famiglie, ma anche per la pace nel mondo, per una coesistenza pacifica dei migranti e cittadini bavaresi.

 D. – La prima Enciclica di Papa Benedetto XVI si intitola Deus Caritas est e la carità è anche il motore ispiratore della vostra azione di aiuto al prossimo…

 R. – Noi siamo grati che il Papa metta la “caritas” e l’aiuto al prossimo come espressioni essenziali dell’attività cristiana. L’Enciclica è di grande ispirazione per tutti noi in Germania. Io sono sicuro che dopo questa visita del Papa i cristiani saranno ancora più pronti ad aiutare i poveri.

@Paolo Ondarza, Radio Vaticana

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Biagio Biagetti: Arte Sacra e Restauro nel primo Novecento

Pittore, restauratore, critico d'arte. Biagio Biagetti è stato un indiscusso protagonista dell'arte cristiana della prima metà del Novecento. Allievo di Ludovico Seitz, ultimo dei Nazareni, ha elaborato nell'ambito della pittura sacra un linguaggio fortemente innovativo, ma fedele alla tradizione. Decisivo il suo contributo all'interno del dibattito sull'arte sacra nel primo Novecento.

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