Grande e calorosa accoglienza per il Papa anche stamani nel Santuario di Altötting il cuore mariano della Baviera, dove il Papa ha presieduto la Messa, e dove da bambino veniva in pellegrinaggio con la famiglia. Benedetto XVI ha esortato i fedeli a “imparare da Maria a pregare nel modo giusto”: la Vergine alle nozze di Cana non chiede a Gesù di compiere un miracolo, ma affida a Lui le sue preoccupazioni. Pregare – ha detto così il Papa – non significa “voler affermare la nostra volontà e i nostri desideri di fronte a Dio, ma lasciare a Lui di decidere ciò che intende fare”, nella fiducia che “la sua risposta sarà il nostro vero bene”. Durante la Messa si è pregato anche per la pace ricordando il quinto anniversario degli attentati dell’11 settembre. Ma diamo la linea al nostro inviato in Baviera Paolo Ondarza:
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“Là dove c’è la Madre di Dio, tutti ci sentiamo a casa”. Ha salutato così la Madonna Nera di Altötting Benedetto XVI, in questa terza giornata del viaggio nella sua Baviera, accolto dal vescovo di Passau mons. Wilhelm Schraml. Al cospetto della Vergine venerata nel Santuario Mariano più famoso della Germania, meta ogni anno di oltre un milione di pellegrini, il Papa ha elevato la sua preghiera: prima, privatamente, nella Gnadenkapelle, dove sono custoditi i cuori di tutti i re di Baviera, poi nella piazza antistante la Chiesa celebrando la Messa per le 60mila persone assiepate anche nelle strade circostanti: un numero eccezionale se si pensa che Altötting ha appena 12 mila abitanti.
(Canti e applausi: Benedetto! Benedetto!)
Un’orazione in ricordo delle vittime dell’11 settembre e per la pace nel mondo è stata elevata al momento della preghiera dei fedeli. Sul palco, la statua della Vergine in legno di tiglio, annerita nei secoli dal fumo delle candele votive, e trasportata in processione. In Maria, il Papa ha indicato l’esempio della “persona che prega, quasi la Chiesa orante in persona”. Citando le parole del Magnificat, la preghiera pronunziata dalla Vergine in visita a Santa Elisabetta, “L’Anima mia, magnifica il Signore”, Benedetto XVI ha spiegato:
GOTT GROß MACHEN, …
“Rendere Dio grande vuol dire dargli spazio nel mondo, nella propria vita, lasciarlo entrare nel nostro tempo e nel nostro agire: è questa l’essenza più profonda della vera preghiera. Dove Dio diventa grande, l’uomo non diventa piccolo: lì diventa grande anche l’uomo e diventa luminoso il mondo”.
Poi il Papa ha commentato il Vangelo delle nozze di Cana. Mancando il vino, la Madre rivolta al Figlio dice “non hanno più vino”. “Non dà istruzioni a Gesù su cosa fare – ha spiegato il Santo Padre – semplicemente constata che gli sposi si trovano in difficoltà”. Il vino è finito, la festa di nozze non può continuare. “Maria, Madre degli uomini, avverte la loro difficoltà, intercede per loro e rimette tutto al giudizio del Signore”. Così facendo – ha detto Benedetto XVI – ci insegna a pregare:
VON MARIA LERNEN WIR …
“Da Maria impariamo la bontà pronta ad aiutare, ma anche l’umiltà e la generosità di accettare la volontà di Dio, dandogli fiducia nella convinzione che la sua risposta sarà il nostro vero bene”.
“Che ho da fare con te donna, non è ancora giunta la mia ora”: sono le parole di Gesù. “La sua ora definitiva – ha detto il Papa – sarà il ritorno alla fine dei tempi”, ma è anticipata continuamente nell’Eucaristia nella quale viene sempre per intercessione della Madre e della Chiesa che invoca “Vieni Signore Gesù”. “Nell’Ostia Santa – ha aggiunto il Papa – Egli ci aspetta continuamente”. Da qui un riferimento all’inaugurazione oggi della nuova Cappella dell’Adorazione, dove il Santissimo sarà sempre esposto su una pietra originale della Mariensäule, la colonna di Maria a Monaco:
DIE ANBETUNG DES HERRN …
“L’adorazione del Signore nell’Eucaristia ha trovato a Altötting, nella vecchia camera del tesoro, un luogo nuovo. Maria e Gesù vanno insieme. Mediante lei vogliamo restare in dialogo col Signore, imparando a riceverlo meglio”.
Da Monaco di Baviera, Paolo Ondarza, Radio Vaticana.
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Questa sera è previsto uno dei momenti più suggestivi del viaggio del Papa con la visita a Marktl am Inn, il piccolo paese a ridosso con la frontiera austriaca, dove Benedetto XVI è nato 79 anni fa. Durante la breve sosta il Santo Padre pregherà nella chiesa parrocchiale di Sant’Oswald dove fu battezzato e visiterà la sua casa natale. Proprio nell’edificio dove nacque Joseph Ratzinger verrà allestito un museo con la finalità di aiutare i pellegrini a riflettere sui valori della fede. Sulle attese a Marktl am Inn Paolo Ondarza ha intervistato Ludwig Raishl, referente teologico del progetto “Casa del Papa”:
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R. – Il popolo diMarktl, un piccolo paese di 2700 abitanti, è pieno di gioia per la visita del Papa. E’ un grande onore per loro. La gente di Baviera è gente semplice, gioviale, che conosce la vita quotidiana. Il Papa conosce questa vita, viene da questa vita, anche se sono passati oltre 70 anni.
D. – In programma, la preghiera di fronte alla Chiesa parrocchiale di Sant’Oswald, dove Joseph Ratzinger venne battezzato il 16 aprile 1927, il giorno della sua nascita. Poi, il Papa passerà di fronte al municipio e alla sua casa natale, un museo di cui lei è referente teologico…
R. – Vorremmo aprire la casa il prossimo anno, nel giorno natale del Papa, il 16 aprile. Però, ora, dopo la visita del Papa, la gente potrà visitare la stanza natale per sei settimane.
D. – Davvero piccola la cittadina di Marktl am Inn. Joseph Ratzinger vi visse solo i primi due anni di vita. Eppure il Papa non ha voluto far mancare una tappa qui, nella fitta agenda di questo viaggio in Baviera…
R. – Il Papa dice che è una visita pastorale ed una visita alle sue radici. Di questo noi siamo felici. Dall’anno scorso il paese non è più il paese che era prima della scelta di Joseph Ratzinger a Papa. La gente è piena di orgoglio del fatto che il Papa sia nato a Marktl. E adesso per la gente di Marktl sarà una festa.
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E veniamo alla giornata di ieri. In serata il Papa ha presieduto la celebrazione dei Vespri nella Cattedrale di Monaco. Nell’omelia ha sottolineato un tema a lui molto caro: la gioia dell’essere credenti, la felicità che viene dall’intimità con Cristo. Benedetto XVI ha così rivolto un forte invito ai genitori a vivere insieme con i figli la fede nei tempi della Messa domenicale e della preghiera quotidiana, perché in questo modo la famiglia resta unita. E poi ha esortato anche educatori e insegnanti a promuovere nelle scuole la ricerca di Dio, perché – ha detto – “tutte le risposte che non giungono fino a Dio sono troppo corte”. Su questo evento diamo ancora la parola al nostro inviato in Baviera Paolo Ondarza:
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“La preghiera, forza di pace e di gioia, ci porta non solo verso Dio, ma anche l’uno verso l’altro”. E’ uno dei passaggi dell’omelia dei Vespri celebrati da Benedetto XVI, ieri pomeriggio, nella Cattedrale di Monaco. Proprio qui, il 26 maggio 1978, Joseph Ratzigerveniva consacrato vescovo. La riflessione, sul tema “Facci forti nella fede”, era rivolta particolarmente ai bambini che hanno ricevuto la Prima Comunione, ai loro genitori e docenti”. Rivolto ai moltissimi bimbi il Papa ha detto:
ABER GERADE SO REDET ER AUCH ÜBER DIE ERDE UND …
“Durante la nostra vita siamo tutti in cammino, progredendo verso il futuro. E vogliamo trovare la strada giusta: scoprire la vita vera, non finire in un vicolo cieco o nel deserto. Non vogliamo dover dire alla fine: ho preso la strada sbagliata, la mia vita è fallita, è andata male. Noi vogliamo gioire della vita; vogliamo, come ha detto una volta Gesù, avere la vita in abbondanza“.
Per avere la vita in abbondanza e non finire in un “vicolo cieco”, bisogna trovare Cristo, che ha “posto la sua tenda tra noi”. Le due strade per incontrarlo sono il Battesimo e l’Eucaristia. “Possiamo dare del Tu a Cristo, parlare con Lui. Egli ci ascolta e, se siamo attenti, sentiamo anche che Egli risponde”. Facendo riferimento alle vesti bianche della Prima Comunione, indossate dai bambini, il Papa ha spiegato:
WEIß WAR NACH DER VORSTELLUNG DER ALTEN WELT DIE FARBE…
“Secondo l’idea del mondo antico, il bianco era il colore della luce. Le bianche vesti significano che nella fede diventiamo luce, deponiamo le tenebre, la menzogna, la finzione, il male in genere, diventiamo persone chiare, adeguate per Dio”.
Vibrante poi l’appello ai genitori presenti:
BITTE, GEHT MIT EUREN KINDERN IN DIE KIRCHE ZUR SONNTÄGLICHEN …
“Vi prego andate insieme con i vostri bambini in chiesa per partecipare alla Messa domenicale! Non è tempo perso; è invece ciò che tiene la famiglia veramente unita, dandole il suo centro”. Pregate a casa insieme – ha proseguito – a tavola, prima di andare a dormire. La preghiera è una forza di pace e gioia, con essa la vita nella famiglia “diventa più festosa”.
Agli insegnanti di religione il Papa ha detto: “aiutate i bambini e i giovani a rendersi conto che tutte le risposte che non giungono fino a Dio, sono troppo corte”. Nelle scuole si insegni anche la ricerca di Dio.
Infine, l’appello ai parroci: le parrocchie siano una “grande famiglia” dove sperimentare “la famiglia più grande che è la Chiesa Universale”. “Famiglia, scuola e parrocchia – ha concluso – ci aiutano a trovare le fonti d’acqua viva, verso la vita in abbondanza”.
Prima della celebrazione il Santo Padre ha pregato davanti alle tombe degli arcivescovi di Monaco e Frisinga.
La seconda giornata del Papa in Baviera è stata un susseguirsi di scambievoli manifestazioni di affetto con la sua gente. Benedetto XVI si è intrattenuto tra la folla, incontrando e rivolgendo sorrisi e comunicando, ancora una volta, che il suo cuore “batte in modo bavarese!”
Da Monaco di Baviera, Paolo Ondarza, Radio Vaticana.



