@Paolo Ondarza, Radio Vaticana
Sono ancora in corso le indagini sull’omicidio di Barbara Cicioni, la donna uccisa all’ottavo mese di gravidanza a Compignano di Marsciano in provincia di Perugia. Il marito, Roberto Spaccino, sospettato dell’omicidio si trova in carcere: ma grida la propria innocenza. Domani sarà interrogato dal giudice. La vicenda, al di là dei suoi sviluppi, pone all’attenzione dell’opinione pubblica il problema della violenza in famiglia, che ha registrato in questi mesi nuovi allarmanti episodi: si tratta di un fenomeno in crescita o, diversamente, se ne parla di più rispetto al passato? E quali le cause? Paolo Ondarza ha intervistato Pierpaolo Donati, professore di sociologia all’Università di Bologna e membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali:
R. – Questi fenomeni sono sempre esistiti. Quello che oggi è cambiato è la grande sensibilità per i diritti della persona. Quello che sociologicamente è rilevante è il fatto che siamo di fronte ad una cultura familiare che non fa passi in avanti. C’è un imbarbarimento delle relazioni familiari. La colpa, però, non è della famiglia, sono altri i fattori. Non c’è l’attenzione alla persona. Le persone vivono in un mondo virtuale di comunicazione, ma non è colpa della famiglia, è colpa di un contesto culturale più generale e di un’incapacità della nostra società di adeguare la modernizzazione tecnologica, lo stile di vita, con una cultura interpersonale. Tutto l’ambiente simbolico in Italia è fatto così. Noi sappiamo benissimo, ad esempio, che dal punto di vista simbolico, i genitori non si sentono attrezzati nell’avere un nuovo figlio. Al contrario, se uno dice “aspettiamo un bambino”, ti guardano come qualcuno che sta attentando alla salute pubblica.
D. – Di fronte a questi frequenti episodi di violenza in ambito familiare, c’è chi approfitta per colpire la famiglia in quanto istituto…
R. – Attaccare la famiglia perchè c’è violenza in famiglia è un’assurdità, perché la violenza nelle convivenze non basate sul matrimonio è il doppio o il triplo, dal punto di vista statistico. Questo nessuno lo sa, nessuno lo dice. La violenza è nel tratto, nelle relazioni interpersonali, non è da attribuire al matrimonio, all’istituto familiare come tale. Dire che la famiglia è in crisi, questo lo sappiamo tutti. Non è stata aiutata, non è stata valorizzata. Sono parecchi decenni che in Italia la famiglia è stata abbandonata a se stessa e questi sono i risultati.



