@Paolo Ondarza, Radio Vaticana
Sinodo. Sister Prema, superiora delle Missionarie della Carità: Madre Teresa esempio di evangelizzazione
? Il Sinodo dei vescovi sulla nuova evangelizzazione lavora oggi a porte chiuse: in programma, lo studio degli emendamenti alle Proposizioni finali, che verranno messe ai voti sabato. Intanto, tra i temi emersi in Aula in questi giorni, c’è il richiamo a trasmettere la fede nell’epoca contemporanea traducendola anche in sollecitudine verso i poveri. E tra i modelli a cui la nuova evangelizzazione deve ispirarsi viene proposta la figura di Madre Teresa di Calcutta. Al microfono del nostro inviato al sinodo Paolo Ondarza sentiamo la testimonianza di suor Mary Prema Pierick, superiora generale delle Missionarie della Carità, uditrice al Sinodo:
R. – I’m very privileged to have been invited…
Mi sento una privilegiata per essere stata invitata a questo Sinodo, dove rappresento tutte le sorelle, i padri e i fratelli delle Missionarie della Carità e tutti i nostri poveri. Tutti loro sono impegnati nel pregare intensamente, perché il Sinodo porti frutti per la nuova evangelizzazione.
D. – I vescovi mostrano Madre Teresa come un modello, come un esempio della nuova evangelizzazione. Cosa può dire oggi alla nostra Chiesa?
R. – Mother was filled with…
Madre Teresa era piena del desiderio di far sapere a tutti che Gesù li ama e che Gesù ha dato il suo sangue prezioso per la salvezza di ciascuno di loro. Il mandato di Gesù “Andate in tutte le nazioni e annunciate la buona novella” era la sua linea guida e con esso cercava di raggiungere più persone possibili, per far sapere loro che Gesù li amava e che stava aspettando la loro risposta d’amore.
D. – La nuova evangelizzazione significa anche prestare attenzione ai poveri e ai malati. Madre Teresa con la sua vita ci ha insegnato che dobbiamo cercare Cristo in ogni uomo povero e che la preghiera deve accompagnare l’azione concreta di aiuto nei confronti di chi è nel bisogno…
R. – The new evangelization…
La nuova evangelizzazione riguarda i poveri, ma non è nuova perché riguarda ciò che ha fatto Gesù. Lui stesso si è identificato con i poveri nel dire: “Qualunque cosa farete al più piccolo dei miei fratelli, l’avrete fatto a me”. Questo è ciò che Madre Teresa ha visto nel mandato di Gesù: dare una speciale attenzione ai poveri e ha sperimentato il desiderio, la sete di Gesù, per la salvezza dei poveri, per coloro che soffrono fisicamente, spiritualmente, moralmente e psicologicamente. Loro saranno sempre al centro dell’attenzione della nostra Chiesa.
D. – Madre Teresa con la sua vita ci ha insegnato che anche noi dobbiamo rendere santa la nostra vita. E’ possibile essere santi in ogni contesto, in ogni tempo?
R. – I’m very convinced about that…
Sono davvero convinta di questo. Dio ha chiamato ciascuno di noi a tirar fuori dalle nostre anime e dalle nostre vite la santità, ci ha chiamati ad una risposta d’amore. Noi siamo amati per primi da Dio. In ogni vita umana, ci sarà una speciale croce e con quella croce anche una speciale grazia, per avvicinarsi all’incontro con Cristo e, inoltre, all’identificazione con Cristo nella sua sofferenza, nel suo desiderio di anime.
D. – Madre Teresa ha sempre difeso la vita, contrastando l’aborto. Questo è un bisogno, un dovere anche per la nuova evangelizzazione oggi…
R. – The unborn child is a human person…
Il bambino non ancora nato è un essere umano, un individuo, che ha il diritto di nascere, di essere curato e amato. Ogni persona ha questo diritto e trascurare o negare questo diritto è una menzogna, perché fin dal momento del concepimento il bambino è una nuova persona, ha un’anima “disegnata” da Dio perché cresca in santità e torni a Lui per l’eternità in cielo. Quindi, la difesa del bambino non nato deve essere sempre al centro della vita cristiana, perché riguarda il comandamento: non uccidere.
Sinodo. Il vescovo cubano Garcia Rodriguez: nuovo slancio nell’annunciare che Dio è amore
? La nuova evangelizzazione ha bisogno di santi, testimoni di Cristo nel mondo. E’ quanto chiede il Sinodo spiegando che la vita, la testimonianza e l’intercessione di uomini e donne che hanno plasmato sul Vangelo, rappresenta un grande tesoro della Chiesa e può essere di grande aiuto per la trasmissione della fede nel terzo millennio. Al microfono del nostro inviato Paolo Ondarza, sentiamo la riflessione di mons. Juan Garcia Rodriguez, arcivescovo di Camagüey a Cuba:
R. – Estamos en una epoca…
Viviamo in un’epoca nuova, segnata da profonde trasformazioni. Il Vangelo è per tutti i popoli, per tutte le persone e per tutte le epoche. Dobbiamo quindi attualizzare quel messaggio. Chiaramente, il modo migliore per trasmettere il Vangelo è essere santi, perché i santi sono sempre evangelizzatori, continuano ad esserlo in ogni epoca: anche se sono passati alla casa del Signore da secoli, continuano ad evangelizzare. Oltre a essere santi dobbiamo essere presenti in tutti gli ambienti, nelle piazze, nelle strade, nelle case, e annunciare il Vangelo casa per casa per arrivare ad ogni uomo, ad ogni donna, al cuore delle famiglie.
D. – Oggi si è perso l’ardore della testimonianza evangelica?
R. – Creo que hay personas…
Credo ci siano persone che vivono questo ardore. Certo, va riconosciuto che non è per tutti così, ma il Vangelo è grandioso perché dice “non sappia la tua mano destra quello che fa la tua sinistra”. Ci sono persone che vivono questo ardore della testimonianza, ma nella quotidianità. Ci sono sacerdoti che portano il Vangelo con impegno, creatività, dedizione. A volte non ci si accorge di questi testimoni, che però influenzano con il loro agire le persone, i territori, la parrocchia.
D. – E’ molto pericoloso – denuncia il Sinodo – pensare che oggi si possa vivere senza Dio…
R. – Es peligrosisimo vivir sin Dios…
E’ pericolosissimo vivere senza Dio, perché se Dio non esiste vuol dire che non siamo fratelli. Allora non dobbiamo amare nessuno, è lecito rubare, uccidere, posso distruggere una famiglia. Altra cosa è se siamo fratelli, figli di un unico Dio. Dio esiste – dobbiamo annunciarlo chiaramente – e se Dio esiste è il Padre, è l’”Abbà” secondo Gesù Cristo, il papà di tutti.
D. – Come vescovo di Cuba, qual è il suo messaggio per questo Sinodo?
R. – El mensaje para este Sinodo es…
Il messaggio per questo Sinodo è un’esortazione alla santità. Impariamo a essere santi nell’annuncio del Vangelo, quando avviciniamo coloro che non lo conoscono, facciamo sì che ne restino conquistati, annunciamo la Buona Novella con creatività. Non rinunciamo ad annunciare il Vangelo, non possiamo evitare di farlo. Se le difficoltà sono grandi, allora più grande deve essere il nostro ardore.
Mons. Onayekan, futuro cardinale: accolgo la nomina come segno di benedizione per la Nigeria
? “Un segno della benedizione del Signore” verso il suo Paese, dopo tante “brutte notizie”. È il commento a caldo dell’arcivescovo di Abuja,in Nigeria, John Olorunfemi Onayekan, che ieri ha ricevuto la notizia della sua prossima elevazione alla porpora cardinalizia, nel Concistoro annunciato da Benedetto XVI per il prossimo 24 novembre. Ascoltiamo il futuro porporato, nell’intervista di Paolo Ondarza:
R. – Ringraziamo il Signore, che dà ogni grazia e benedizione. Ringrazio naturalmente il Santo Padre, che mi ha scelto. Questa è la dimostrazione, da lungo tempo, della bontà di Dio nei miei confronti. So, infatti, che Dio è stato molto buono con me. Immagino naturalmente che la nomina di un cardinale non avvenga senza ragione e sarà il Santo Padre a sapere tutte le ragioni. Io immagino che avrà da fare e avrà un grande senso di responsabilità per il lavoro che stiamo facendo. Penso sia anche un onore per il mio Paese, come arcivescovo della capitale nigeriana, e tutti i nigeriani lo considerano un onore.
D. – Che cosa le hanno detto?
R. – E’ stato annunciato dalla Cnn e 30 minuti dopo che qui era stato annunciato, già tutti lo sapevano. Quindi, non ho avuto bisogno di informarli, perché già sapevano tutto. Cristiani, musulmani, tutti dicono che questo sia un onore per il Paese. Per noi è un bene avere questa buona notizia in Nigeria, dopo tante brutte notizie. Speriamo che questo sia il segno della benedizione del Signore verso il nostro Paese.





