Giovanni Paolo II: Dio non è indifferente al bene e al male

©Paolo Ondarza Radio Vaticana

UN CANTICO COLMO DI SPERANZA E DI SALVEZZA, QUELLO AL CENTRO DELL’ODIERNA UDIENZA GENERALE DEL PAPA IN PIAZZA SAN PIETRO, ALLA VIGILIA DEL 102.MO VIAGGIO APOSTOLICO NELLA REPUBBLICA SLOVACCA

– Servizio di Paolo Ondarza –

 

Dio non è indifferente di fronte al bene e al male nella storia dell’umanità. I versetti del capitolo 36 del libro di Ezechiele al centro dell’odierna catechesi di Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro, alla presenza di circa 11mila persone, riflettono questa certezza che ha accompagnato sempre la storia del popolo di Dio. L’epoca in cui scrive il profeta rappresenta uno dei momenti più tragici vissuti da Israele: il crollo del regno di Giuda e della sua capitale Gerusalemme che nel VI secolo portò all’esilio babilonese. In questo frangente Dio rassicura: “Io non godo della morte di chi muore”, e apre una strada: “convertitevi e vivrete”.

Il Cantico assume dunque una luce di speranza e salvezza, ha spiegato il Papa: “dopo la purificazione mediante la prova e la sofferenza sta per sorgere l’alba di una nuova era”. Un’era non caratterizzata solo dall’aspetto “pur necessario della liberazione dal male e dal peccato”. “L’umanità è destinata a nascere ad una nuova esistenza … Dal nostro petto verrà strappato il ‘cuore di pietra’, gelido ed insensibile, segno dell’ostinazione nel male. Dio vi metterà un ‘cuore di carne’, cioè una sorgente di vita e di amore”. Emergerà così – ha continuato il Santo Padre – quella “nuova creazione” descritta da San Paolo quando con la morte in noi dell’“uomo vecchio” saremo “creature nuove, trasformate dallo spirito di Cristo risorto”.

Al termine della catechesi, prima di far ritorno alla sua residenza estiva di Castel Gandolfo, il Pontefice ha voluto salutare i rappresentanti dell’Azione Cattolica provenienti da diverse diocesi: “La Chiesa – ha detto – ha bisogno di voi che avete fatto della parrocchia il luogo in cui esprimere giorno per giorno una dedizione evangelica fedele e generosa”. Parlando ad un gruppo di vigili del fuoco polacchi il Papa ha ricordato come nei suoi anni giovanili, essi “mantenevano vivo il contatto con le parrocchie e con la Chiesa”, ed ha poi sottolineato le difficoltà e pericolosità da loro incontrate nel lavoro quotidiano la cui realizzazione richiede “forza d’animo e grande coraggio”, da ricercare “nella fede e nella fiducia in Dio”. “Voi – ha continuato il Santo Padre – avete il premio promesso dal Signore per coloro che offrono la propria vita per i fratelli per i quali Cristo è morto”.

Non poteva mancare il saluto di Giovanni Paolo II ai fedeli slovacchi presenti in piazza, alla vigilia del 102.mo viaggio apostolico:

“Mi accingo domani a compiere con grande speranza il mio terzo viaggio apostolico in Slovacchia, terra arricchita dalla testimonianza di eroici discepoli di Cristo, che hanno lasciato eloquenti impronte di santità nella storia della Nazione. Carissimi Fratelli e Sorelle, vi invito ad accompagnarmi con la preghiera. Affido questo Viaggio apostolico alla Madre del Redentore, tanto venerata in Slovacchia. Sia Lei a guidare i miei passi e ottenga per il popolo slovacco una rinnovata primavera di fede e di civile progresso”

Biagio Biagetti: Arte Sacra e Restauro nel primo Novecento

Pittore, restauratore, critico d'arte. Biagio Biagetti è stato un indiscusso protagonista dell'arte cristiana della prima metà del Novecento. Allievo di Ludovico Seitz, ultimo dei Nazareni, ha elaborato nell'ambito della pittura sacra un linguaggio fortemente innovativo, ma fedele alla tradizione. Decisivo il suo contributo all'interno del dibattito sull'arte sacra nel primo Novecento.

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