Madre Teresa, un cammino semplice di santità

180px-MotherTeresa_090.jpg

Dobbiamo amare Gesù, dobbiamo amare i poveri, dobbiamo amarci gli uni gli altri. Si riassume così il messaggio semplice e forte di Madre Teresa di Calcutta, la piccola, grande suora albanese, madre dei poveri, che Giovanni Paolo II proclamerà beata domani mattina in Piazza San Pietro, proprio in concomitanza con il 25.mo del suo Pontificato e con la Giornata Missionaria Mondiale. Una ricorrenza quanto mai appropriata, per la fondatrice dei Missionari e delle Missionarie della Carità. Il solenne rito sarà trasmesso in diretta dalla nostra emittente a partire dalle ore 9.00, sulle consuete frequenze, per l’Italia, l’India, l’Europa, l’Africa, l’America Latina, per la zona di Roma, per il Brasile solo via satellite, con i commenti in italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo, albanese e portoghese. C’è da precisare che le dirette per l’Europa centro-occidentale e per l’Europa dell’Est avranno inizio alle ore 9.30. Per conoscere meglio il cammino semplice e straordinariamente efficace di Madre Teresa al servizio dei “più poveri dei poveri”, ecco il servizio di Paolo Ondarza.

 

**********

“GOD LOVES US. AND HE WANTS US TO LOVE ONE ANOTHER, AS HE LOVES EACH ONE OF US…

Dio ci ama. E vuole che noi ci amiamo gli uni gli altri, come Lui ama ciascuno di noi. E per aiutarci ad amarci gli uni gli altri, Gesù ha detto: ‘Qualsiasi cosa tu faccia ad uno degli ultimi, tu lo avrai fatto a me. E dove incomincia questo amore? Nella nostra famiglia. La famiglia che prega insieme, rimarrà insieme. E se vuoi che rimanga unita, porta in essa preghiera, gioia, amore e pace e crescerai in santità. La santità non è un lusso riservato a pochi, è un  dovere semplice. Dio benedica voi tutti!”

 

Una chiamata a servire e riconoscere il Signore nei poveri quella di Madre Teresa, avvertita prima all’età di 12 anni, poi in maniera più chiara, già suora, a 18 anni: “Lascia il convento e va ad aiutare i poveri, vivi con loro, tra loro e come loro”. Il dramma della sofferenza della gente di Calcutta la segna profondamente. Cambia l’abito delle suore di Loreto e indossa il sari, il vestito delle donne dell’India e va ad abitare in una bidonville: raccoglie per le strade migliaia di uomini, donne, anziani, bambini, abbandonati dal mondo e li prende con sé: là dove gli altri vedono solo dolore e disperazione, lei vede il volto di Cristo. Dominique La Pierre, autore del celebre romanzo “La città della gioia”, fu con lei a stretto contatto:

 

“Per me Madre Teresa è stata un’ispiratrice straordinaria. Esattamente 18 anni fa mi recai a Calcutta  dove incontrai Madre Teresa. Così da 15 anni aiuto un movimento umanitario che opera nelle Bidonville di Calcutta e del delta del Gange; Madre Teresa ha saputo infatti dire anche ai ricchi del mondo occidentale che non è un peccato essere ricchi se di questa ricchezza si fanno partecipi quanti vivono nella più grande povertà e solitudine.”

 

Nel 1950 nasce la Congregazione delle Missionarie della Carità, la cui opera si estende ben presto in tutti i Paesi del mondo, anche nei regimi comunisti. Oggi le religiose sono quasi 4.690, presenti in 123 Paesi del mondo nelle circa 673 fondazioni. Madre Teresa guarda sempre all’individuo: “Io non curo mai le folle, ma la persona singola. Se guardassi le folle non comincerei mai”. Forse proprio a questo si deve la sua enorme popolarità, come spiega al microfono di Giovanni Peduto, padre Brian Kolodiejchuk, postulatore della causa di beatificazione:

 

“La gente percepiva profondamente che era una santa donna. Alcune persone hanno detto che anche un solo incontro con lei ha cambiato la loro vita. Quando stava con qualcuno, dal presidente alla persona povera, aveva lo stesso atteggiamento perché in ogni uomo vedeva Gesù per lei e a lui dava tutta la sua attenzione e tutto il suo amore”.

Amici di Madre Teresa sono i lebbrosi, la cui malattia peggiore – dice – è l’emarginazione, il sentirsi rifiutati. La suora di Calcutta difende strenuamente la vita:  dovunque vada combatte l’aborto: “se non volete il vostro bambino datelo a me: non uccidetelo”. Oggi – si legge nei suoi scritti – la gente ha più che mai fame d’amore. I poveri d’Occidente sono molto più poveri di quelli di Calcutta: sembrano non credere più in niente.

 

Nel totale affidamento alla provvidenza lei va verso tutti. E’ famosa, suo malgrado: la minuta suora di Skopje nel 1979 riceve il Premio Nobel per la Pace: “un riconoscimento – afferma – dei poveri, di chi in questa terra non ha mai voce”. Non mancarono momenti di buio. Madre Teresa si trovò ad affrontare una terribile prova di “notte oscura”: la sensazione di essere abbandonata da Cristo. Visse questa condizione come una prova di fede, d’amore. Sposare Cristo per lei  voleva dire vivere la sua stessa situazione di abbandono e di rifiuto. Con gli anni anche la fatica fisica inizia a farsi sentire: nel 1983 ha il suo primo attacco cardiaco. Le delicate condizioni di salute di Madre Teresa portano nel 1997 le suore Missionarie ad eleggere una nuova superiora: suor Nirmala.

 

  1. – IT MEANS, FOR US, THE BEATIFICATION OF MOTHER, THAT MOTHER IS BEING…

La beatificazione significa per noi che la nostra Madre ora è in Cielo ed intercede per noi. E’ per noi un modello da imitare, una spinta a diventare sante vivendo questa vita. Madre Teresa è veramente l’unica ‘beata’ del pontificato di Giovanni Paolo II, nel senso che tutte le persone che egli ha beatificato o canonizzato erano già morte prima che egli diventasse Papa. E’  bellissimo che il Santo Padre possa beatificare Madre Teresa proprio in concomitanza con il 25.mo del suo pontificato! Sono stati grandi amici nel Signore…

 

E Giovanni Paolo II il 7 settembre 1997, a due giorni dalla morte delle religiosa, la ricordava così:

 

La sua missione iniziava ogni giorno prima dell’alba davanti all’Eucaristia: nel silenzio della contemplazione Madre Teresa di Calcutta sentiva risuonare il grido di Gesù sulla Croce: “Ho sete”. Questo grido, raccolto nel profondo del cuore, la spingeva sulle strade di Calcutta ed in tutte le periferie del mondo alla ricerca di Gesù nel povero, nell’abbandonato e nel moribondo.”

 

Ad un anno dalla morte nel 1998 Madre Teresa compie il suo primo miracolo: Monika Besra, una donna di Patiram, nel Bengala Occidentale guarisce improvvisamente da un tumore alle ovaie. Nel 1999, con tre anni di anticipo sui 5 previsti dalla Chiesa, ha inizio il processo di beatificazione. Il resto è storia nota: domani, alla presenza di circa 200 mila pellegrini in Piazza San Pietro, Madre Teresa sarà proclamata Beata.

Biagio Biagetti: Arte Sacra e Restauro nel primo Novecento

Pittore, restauratore, critico d'arte. Biagio Biagetti è stato un indiscusso protagonista dell'arte cristiana della prima metà del Novecento. Allievo di Ludovico Seitz, ultimo dei Nazareni, ha elaborato nell'ambito della pittura sacra un linguaggio fortemente innovativo, ma fedele alla tradizione. Decisivo il suo contributo all'interno del dibattito sull'arte sacra nel primo Novecento.

Informazioni Utili

Articoli Correlati