60 anni fa il bombardamento di Montecassino. La mostra commemorativa

A 60 anni dal bombardamento che distrusse il monastero di Montecassino, l’Abbazia in collaborazione con il Comitato Nazionale per la Battaglia di Montecassino espone i tesori salvati, antichi tessuti e paramenti sacri, recuperati nel corso di minuziose ricerche. E sempre nell’ambito delle commemorazioni è indetta la “Settimana per la memoria e la riconciliazione”. Il servizio è di Paolo Ondarza.

Tessuti in oro e argento, ricami impreziositi da gemme, sete, velluti, damaschi arricchiti da perle, vesti sacre, ma anche codici manoscritti, tavole dipinte e miniature: è all’insegna del fasto la mostra, allestita fino al 30 settembre all’abbazia di Montecassino, oggetti di grande pregio artistico prodotti tra l’epoca rinascimentale e l’Ottocento o ancora in uso nelle celebrazioni liturgiche. Capolavori dell’arte tessile, alcuni dei quali recentemente restaurati; la natura ispira i disegni dei ricami: fiori, grappoli d’uva, uccelli, giardini, cornucopie ed alberi realizzati ad ornamento dei paramenti dei celebranti, pensati per essere indossati su un corpo in movimento, donazioni di personaggi illustri in segno di ringraziamento o penitenza. Un tesoro salvato in gran parte dai soldati tedeschi come ha ricordato il vescovo abate di Monte Cassino Bernardo D’Onofrio.

“Quanto esponiamo è tutto materiale che abitualmente ancora usiamo per le grandi funzioni, che ci fa vedere il progresso liturgico che la stessa Chiesa ha attuato attraverso i secoli”.

Notevole il valore degli ottanta oggetti esposti. La curatrice dell’esposizione Roberta Orsi Landini.

“E’, soprattutto, un valore storico. Certamente hanno anche un valore sul mercato antiquario. Rappresentano il meglio delle botteghe di ricamo e di tessitura dei centri europei”.

La mostra è allestita nel salone di san Benedetto dell’abbazia di Montecassino, un luogo che parla di spiritualità e fede, ma anche di storia: una storia travagliata; il santuario fondato da San Benedetto verso l’anno 529 e sorto sulla base di una preesistente fortificazione romana del municipio di Casinum, ha subito, infatti, quattro distruzioni nel corso dei secoli. L’ultima il 15 febbraio 1944, quando nella fase finale della seconda guerra mondiale, Montecassino situato geograficamente sulla cosiddetta linea Gustav, fu, nello spazio di tre ore, ridotto a un cumulo di macerie dagli alleati erroneamente convinti di colpire una base dell’esercito nazista. Risorto grazie alle donazioni dei Paesi di tutto il mondo, il Santuario è oggi più di ieri simbolo di pace e a sessant’anni di distanza dai bombardamenti ricorda quel drammatico episodio con una serie di manifestazioni in cui i Paesi coinvolti nelle operazioni belliche del 1944 dedicano ai propri caduti iniziative religiose e culturali. Ancora mons. D’Onofrio.

“Fare memoria della guerra è sempre un monito che ci deve fare pensare. Quindi, se per Montecassino oggi è un ricordo molto lontano, è un monito però per le tante generazioni, perché ciò non avvenga più”.

 

Biagio Biagetti: Arte Sacra e Restauro nel primo Novecento

Pittore, restauratore, critico d'arte. Biagio Biagetti è stato un indiscusso protagonista dell'arte cristiana della prima metà del Novecento. Allievo di Ludovico Seitz, ultimo dei Nazareni, ha elaborato nell'ambito della pittura sacra un linguaggio fortemente innovativo, ma fedele alla tradizione. Decisivo il suo contributo all'interno del dibattito sull'arte sacra nel primo Novecento.

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