Il Fuoco dello Spirito: La Pentecoste e il Ciclo della Misericordia di Biagio Biagetti

Biagio Biagetti, Pentecoste, affresco, Santuario della Misericordia di Macerata
Biagio Biagetti, Pentecoste, affresco, Santuario della Misericordia di Macerata

Oggi la Chiesa celebra la solennità di Pentecoste. Riscopriamo un capolavoro dell’arte sacra del Novecento italiano custodito nel cuore delle Marche: il ciclo pittorico realizzato da Biagio Biagetti (1877-1948) per il Santuario della Misericordia di Macerata tra il 1921 ed il 1924 lungo il nuovo ambulatorio costruito tra il 1860 e il 1892 attorno all’aula di culto originaria.

Santuario della Misericordia di Macerata
Santuario della Misericordia di Macerata
Qui il maestro dipinse ad affresco otto quadri con “Le Storie di Cristo e della Vergine” e ad olio su tela due soprarchi con figure di profeti. Disegnò inoltre le decorazioni delle volte, delle pareti e delle vetrate con Santi, simboli mariani e stemmi degli oblatori. A Biagetti si deve anche la progettazione dei due inginocchiatoi lignei. 

La Parola e la Luce: L’affresco della Pentecoste

All’interno di questo monumentale percorso, l’attenzione si concentra sul braccio destro dell’ambulacro, dove si trova il culmine emotivo e teologico del ciclo: l’affresco dedicato alla Pentecoste. L’opera traspone visivamente sul muro le celebri parole degli Atti degli Apostoli (At 2,1-11):
«Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.»

Sul capo della Vergine e degli apostoli brillano proprio le “lingue di fuoco”, dono dello Spirito Santo, rappresentato da una colomba che emerge in volo su un cielo grigiastro.

Biagio Biagetti, Pentecoste, bozzetto per il Santuario della Misericordia di Macerata
Biagio Biagetti, Pentecoste, bozzetto per il Santuario della Misericordia di Macerata

La tecnica del divisionismo caratterizza profondamente questo dipinto, come gli altri di Macerata, dove i colori sono giustapposti a pennellate ed è assente il chiaroscuro. Il linearismo giovanile di Biagetti cede qui il passo ai contorni sfrangiati dalla luce, come in una visione. I colori dell’affresco sono morbidi e sciolti, e la gamma cromatica appare alleggerita. Nella Pentecoste, la luce non è un fattore esterno, ma diventa l’essenza stessa del vento impetuoso e del fuoco divino, traducendo la materia pittorica in pura emozione mistica.

Un itinerario di fede: Excursus sugli affreschi del Santuario

Le scene evangeliche si susseguono all’interno di illusionistiche cornici dipinte, dividendo il cammino nell’ambulacro in due momenti distinti.

Il Braccio Sinistro: L’Infanzia e i Primi Miracoli

I primi quadri ad essere eseguiti nel braccio sinistro furono la “Natività”, la “Fuga in Egitto” e le “Nozze di Cana”.

Il Braccio Destro e l’Emiciclo: Il Dramma e la Gloria

Nel braccio destro, prima di giungere alla Pentecoste, il pittore affronta il mistero del dolore: si susseguono la “Crocifissione” la “Deposizione”, la “Dormitio Virginis”.
Completa il ciclo ed è collocata di fronte alla Dormitio, sull’altare alle spalle di quello maggiore La Divina ed Umana Famiglia. Se nella parte superiore Biagetti ritrae la sacra triade, in basso ai piedi di una scalinata si trovano due genitori con tre figlioli, il più piccolo dei quali incede con passo incerto verso la Santa Famiglia. La scena è disposta all’interno di una veranda illuminata da luce primaverile, colta in un momento di vita quotidiana.

Nei soprarchi del deambulatorio completano l’apparato decorativo due tele ad olio in cui Biagetti, affascinato dagli affreschi michelangioleschi della Sistina, dipinse i profeti della Nascita (Isaia e Michea) e quelli della Passione (Geremia e Zaccaria).

La firma di Biagio Biagetti negli affreschi del Santuario della Misericordia di Macerata
La firma di Biagio Biagetti negli affreschi del Santuario della Misericordia di Macerata


Lo spirito dell’artista: “Il pensiero nel colore”

Il plauso della critica per l’opera di Macerata non si espresse all’unanimità: il ricorso al pointillisme fu ritenuto da alcuni troppo ardito. Tali commenti contrariarono Biagetti. Il 22 luglio 1923, visitando la Cappella del Crocefisso a Pollenza da lui decorata undici anni prima, l’artista annotò nel suo diario una fiera difesa del lavoro maceratese:
«Dicano pure i miopi e i testardi ciò che meglio credono nei riguardi di questa mia pittura di Macerata. Io, e con me quelli che sanno e che vedono e che sentono, affermo che a Pollenza l’analisi, le minuziosità, la freddezza e la povertà del colore, lo sforzo, tradiscono la mia imperizia e la mia inesperienza. […] Colà è tutta ricerca acuta, acerbetta, del principiante conscio delle difficoltà dell’arte; qui è la mano conscia e matura, padrona dei suoi mezzi che obbedisce, accarezza il mio pensiero interiore e che conviene alla mia particolare emotività religiosa. […] È insomma, per dirla con Segantini, il pensiero nella forma, il pensiero nel colore. Pensiero d’armonia, pensiero d’amore e di bellezza.»

Proprio durante l’esecuzione di queste opere, Biagetti lasciò scritto nei suoi appunti un bellissimo omaggio alla fatica e alla sacralità dell’affresco, parole che oggi risuonano perfette davanti alla sua vibrante Pentecoste:
«Il dipingere a fresco insinua una intensa, vigorosa, ininterrotta eccitazione dell’artista. […] Egli è tutto proteso verso la realizzazione del suo sogno, che vede di giorno in giorno farsi realtà tangibile. Svaghi, riposo, sonno!… Tutto è dimenticato in quella diuturna febbre di operare che esalta e sublima, ma altresì macera e strugge anche le nature più complesse e vigorose. L’affresco è sinonimo di preparazione e di impeto, di scienza e di genialità, misto di accoramento e di entusiasmi, di tradizionalismo e di ardimenti. Solenne, monumentale, vivace, possente!»
Gli affreschi del Santuario della Misericordia di Macerata

Biagio Biagetti: una figura da riscoprire

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Pittore, restauratore, critico d'arte. Biagio Biagetti è stato un indiscusso protagonista dell'arte cristiana della prima metà del Novecento. Allievo di Ludovico Seitz, ultimo dei Nazareni, ha elaborato nell'ambito della pittura sacra un linguaggio fortemente innovativo, ma fedele alla tradizione. Decisivo il suo contributo all'interno del dibattito sull'arte sacra nel primo Novecento.

Biagio Biagetti, Pentecoste, affresco, Santuario della Misericordia di Macerata
Biagio Biagetti, Pentecoste, affresco, Santuario della Misericordia di Macerata

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