Il card. Ratzinger nella veglia di Pasqua: difendere la fede da tutte le ideologie

@Paolo Ondarza, Radio Vaticana

Ieri sera il cardinale Joseph Ratzinger, decano del Collegio cardinalizio, ha presieduto nella Basilica Vaticana la Veglia Pasquale, la “Madre di tutte le veglie”, come dice Sant’Agostino. Il porporato all’inizio della celebrazione ha letto il messaggio del Papa, che ha seguito il rito in TV nel suo appartamento. “Veramente straordinaria è questa Notte – ha affermato il Pontefice – nella quale la luce sfolgorante di Cristo Risorto vince in modo definitivo la potenza delle tenebre, del male e della morte, e riaccende nei cuori dei credenti la speranza e la gioia”. Ma ascoltiamo il servizio di Paolo Ondarza:

 

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“Preghiamo il Signore Gesù – scrive il Papa nel suo messaggio per la Veglia Pasquale – perché il mondo riconosca che, grazie alla sua passione, morte e risurrezione, ciò che era distrutto si ricostruisce e tutto ritorna, più bello di prima, alla sua originaria integrità”. Un vigoroso appello a fare di Cristo Risorto, simboleggiato dal cero pasquale, la luce della nostra vita è il centro dell’omelia del cardinale Ratzinger. A svegliarsi da un cristianesimo stanco, privo di slancio e ad intraprendere la “strada giusta” illuminata da Cristo: “Seguire Cristo – ha detto il porporato – significa essere attenti alla sua parola”, partecipare “alla liturgia domenicale” ogni settimana:

 

L’uomo non vive solo del pane o del denaro o della carriera, vive della parola di Dio che ci corregge, ci rinnova,ci mostra i veri valori portanti del mondo e della società”.

 

La sequela del Risorto – ha spiegato il cardinale Ratzinger – vuol dire “avere compassione per i sofferenti, avere il coraggio di difendere la fede contro le ideologie”, farsi guidare dal magistero della Chiesa:

 

“Avere fiducia nella Chiesa e nella sua interpretazione e concretizzazione della parola divina per le nostre circostanze attuali. Seguire Cristo implica amare la sua Chiesa, il suo corpo mistico. Camminando così accendiamo piccole luci nel mondo, rompiamo le tenebre della storia”.

 

Nella misura in cui siamo uniti a Cristo – ha spiegato il prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede – siamo già passati dalla morte alla vita. Passaggio che con il Battesimo è il nucleo reale della liturgia della Notte santa. Cinque i catecumeni che hanno ricevuto il sacramento “dono definitivo di una vita nuova”. Segno visibile ed efficace ben reso dalle parole di San Paolo ai Galati: “Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”.

 

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Biagio Biagetti: Arte Sacra e Restauro nel primo Novecento

Pittore, restauratore, critico d'arte. Biagio Biagetti è stato un indiscusso protagonista dell'arte cristiana della prima metà del Novecento. Allievo di Ludovico Seitz, ultimo dei Nazareni, ha elaborato nell'ambito della pittura sacra un linguaggio fortemente innovativo, ma fedele alla tradizione. Decisivo il suo contributo all'interno del dibattito sull'arte sacra nel primo Novecento.

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