@Paolo Ondarza, Radio Vaticana
“Ciò di cui abbiamo soprattutto bisogno in questo momento della storia sono uomini che, attraverso una fede illuminante e vissuta, rendano Dio credibile in questo mondo”. E’ un passaggio del primo libro di Papa Ratzinger, “L’Europa di Benedetto nella crisi delle culture”. Il volume edito dalla Libreria Editrice Vaticana e dalle edizioni Cantagalli è stato presentato ieri a Roma dal cardinale vicario Camillo Ruini, dal presidente del Senato italiano Marcello Pera e dal giornalista Bruno Vespa. C’era per noi Paolo Ondarza.
L’eventuale scontro di civiltà, così temuto ai nostri giorni, non riguarda tanto le religioni monoteiste, ma pone in contrasto l’uomo di fede e colui che esclude a priori l’esistenza di Dio. E’ un concetto-chiave del primo libro di Papa Benedetto XVI. Il Pontefice prende per mano il lettore laico e lo invita a non escludere a priori Dio, ma al contrario a comportarsi come se Dio esistesse veramente. Benedetto XVI fa sue le parole di Pascal: “Comincia con la follia della fede e giungerai alla conoscenza”. Solo nel Logos, Cristo morto e Risorto, risiede il significato pieno dell’esistenza. Invece troppo spesso – osserva il Papa – predichiamo un cristianesimo e una teologia che riducono il messaggio di Dio a valori politici ed etici.
Il Pontefice dipinge un quadro dell’attuale società europea, dominata da una logica razionalista e scientista e che ha volutamente dimenticato la propria origine cristiana. Un’Europa che annovera come pagina storica fondamentale nella sua genesi solo l’illuminismo e che ha come parametro universale la libertà individuale, misura di tutti gli altri valori. In un tale contesto, Dio non esiste, o nel migliore dei casi la Sua esistenza “non dimostrabile – scrive il Santo Padre – appartiene all’ambito delle scelte soggettive”. “La forza morale in Europa – si legge – non è cresciuta assieme allo sviluppo della scienza, anzi è diminuita”. Un pensiero debole, frutto non tanto della laicità, quanto del laicismo, ovvero l’agnosticismo imposto per legge e che porta in sé una contraddizione: la negazione della libertà tanto predicata.
“In Europa – annota Benedetto XVI – si è sviluppata una cultura che costituisce la contraddizione più radicale non solo del cristianesimo, ma delle tradizioni religiose dell’umanità”. Come esempi di tale paradosso, il presidente del Senato italiano Marcello Pera ha ricordato il divieto del velo islamico nelle scuole francesi e il dibattito aperto sulla liceità o meno del crocifisso nelle aule italiane. “I musulmani – scrive Benedetto XVI a proposito della controversa questione delle radici cristiane nel preambolo del Trattato costituzionale europeo – non si sentono minacciati dalle nostre basi morali cristiane, ma dal cinismo di una cultura secolarizzata che nega le proprie basi”.
Il libro del Papa è una lunga conversazione con il lettore, articolata in tre saggi, scritti in tempi diversi prima dell’elezione al Soglio pontificio. Tocca vari temi di grande attualità come quello del diritto alla vita in Europa. L’aborto – ha detto il cardinale Ruini nel corso della presentazione del volume – rimane un omicidio che porta a fare prevalere il diritto della forza sulla forza del diritto. “L’ambito dei diritti umani – scrive Benedetto XVI è ancora in via di definizione, esistono infatti contraddizioni come quello scaturito “dal contrasto tra la voglia di libertà della donna e il diritto alla vita del nascituro”. Parole infine anche sulla minaccia del terrorismo, definito dal Papa “guerra senza confini e senza fronti”.



