@Paolo Ondarza, Radio Vaticana
“Il matrimonio sacramentale si iscrive nel disegno primigenio del Creatore: maschio e femmina li creò”. Così si è espresso il presidente della Conferenza episcopale italiana, l’arcivescovo Angelo Bagnasco, in apertura del Consiglio permanente della CEI. “La preoccupazione dei vescovi italiani sui DICO non è di natura politica, ma pastorale”, ha spiegato ricordando che una nota sul tema della famiglia e delle unioni di fatto sarà redatta in questi giorni. “La Chiesa non ha come fine se stessa – ha affermato il presule – ma il bene dell’umanità. In Cristo è il senso della vita, al di fuori tutto diventa solo difficoltà e tenebra”. Infine, mons. Bagnasco ha avuto parole di apprezzamento e incoraggiamento per il “Family day”, organizzato dalle aggregazioni laicali per il prossimo 12 maggio. Ce ne parla Paolo Ondarza:
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La Chiesa è madre e maestra, offre la verità su Dio e sull’uomo e dice cose che hanno a che fare con la vita”. Dunque, la famiglia ha bisogno oggi di tutta la premura che la Chiesa vi può riversare”. Ha parlato così l’arcivescovo Angelo Bagnasco, neo presidente della CEI, aprendo la riunione del consiglio permanente. “La Chiesa è madre – ha detto – perché vive accanto alla gente e ne condivide la vita quotidiana”. “E’ esperta in umanità – come disse Paolo VI all’ONU – e tale esperienza non è presunzione ma deriva oltre che dalla rivelazione del suo Signore e Maestro anche dal credere alla forza della ragione come capacità del vero”. Come parlare di ingerenza quando la Chiesa parla di famiglia? Ha chiesto il presidente della CEI parafrasando le parole di Benedetto XVI: “Forse che l’uomo non ci interessa?”:
“Come può l’insistente parlare del Papa e dei vescovi a questo riguardo essere interpretato come un sopruso, o come un’invadenza di campo? O addirittura come una ricerca di potere temporale? Se la Chiesa cercasse il potere, basterebbe imboccare la via facile dell’accondiscendenza”.
“Quando il Papa ricorda l’unicità irripetibile della famiglia – ha spiegato l’arcivescovo Bagnasco – lo fa perché nonostante la crisi profonda che essa attraversa, tutti si sappia adeguatamente difenderla, tutelarla e valorizzarla per il bene attuale e futuro dell’umanità”. A tal proposito, il presidente della CEI ha rilevato la preoccupazione, pastorale e non politica, dei vescovi italiani sul disegno di legge sui DICO, “inaccettabile sul piano dei principi, ma anche pericoloso sul piano sociale ed educativo”. “Nessuna legge fatta da uomini può sovvertire la norma scritta dal Creatore senza che la società ne venga drammaticamente ferita”, ha detto l’arcivescovo di Genova citando le parole del Papa e ribadendo così la “speciale sintonia” che unisce la CEI al Successore di Pietro:
“Il Papa ci è particolarmente vicino e noi siamo con lui una sola voce e un solo cuore”.
L’arcivescovo Bagnasco ha ricordato l’attesa da parte dei vescovi italiani del discorso che il Papa a maggio rivolgerà loro, a conclusione delle visite ad limina. Il presidente della CEI ha rivolto poi il proprio ringraziamento a chi lo ha preceduto: il cardinale Camillo Ruini, per 16 anni alla guida dei presuli italiani. Inoltre, commentando “i primi passi mossi nel nuovo incarico”, ha detto:
“Quando il Papa chiama, si risponde, anche se il carico affidato appare, ad uno sguardo umano, sproporzionato rispetto alle risorse personali. Il di più che manca so di doverlo chiedere al Signore”.
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