Benedetto XVI a Ratisbona: fede che nega ragione è incapace di dialogo

Il confronto tra fede e ragione e il dialogo con l’Islam al centro dell’incontro di Benedetto XVI con i rappresentanti del mondo accademico e della scienza nell’Università di Ratizsbona. Il Papa ha messo in guardia, da un lato, sulle derive di un razionalismo che tende ad escludere Dio, e dall’altro di una fede imposta con la violenza, “in contrasto con la natura di Dio e dell’anima”. Il racconto nel servizio del nostro inviato in Baviera, Paolo Ondarza:

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Fede e ragione al centro del discorso del Papa al mondo accademico dell’Università di Ratisbona. Qui, il cardinale Joseph Ratzinger fu titolare della cattedra di dogmatica e storia del dogma, ricoprendo anche l’incarico di vicerettore. Nel mondo occidentale – ha detto Benedetto XVI – domina largamente l’opinione che “soltanto il tipo di certezza derivante da matematica ed empiria ci permette di parlare di scientificità”. Ma, ha sottolineato, “un tale metodo esclude il problema Dio, facendolo apparire come ascientifico o pre-scientifico”.

“E’ l’uomo stesso che con ciò subisce una riduzione. Poiché, allora – ha continuato – gli interrogativi propriamente umani, della religione e dell’etica, non possono trovare posto nello spazio della comune ragione descritta dalla ‘scienza’ e devono essere spostati nell’ambito del soggettivo”. “In questo modo – ha spiegato Benedetto XVI – l‘ethos e la religione perdono la loro forza di creare una comunità e scadono nell’ambito della discrezionalità personale”.  Agli accademici di Ratisbona il Papa ha detto ancora:

EINE VERNUNFT, DIE DEM GÖTTLICHEN GEGENÜBER TAUB IST UND RELIGION …

Una ragione che di fronte al divino è sorda e respinge la religione nell’ambito delle sottoculture, è incapace di inserirsi nel dialogo delle culture”.

Ma la moderna ragione, propria delle scienze naturali, – ha constatato Benedetto XVI – porta in sé un interrogativo che la trascende: essa deve accettare la struttura razionale della materia come un dato di fatto”. La domanda sul perché di questo dato di fatto – ha proseguito il Papa – esiste e deve essere affidata alla filosofia e alla teologia:

DER WESTEN IST SEIT LANGEM VON DIESER ABNEIGUNG GEGEN DIE …

“L’Occidente è minacciato da questa avversione contro gli interrogativi fondamentali della sua ragione, e così può subire solo un grande danno”.

“Questo tentativo di critica della ragione moderna – ha detto il Papa – non include assolutamente l’opinione che ora si debba tornare indietro, a prima dell’illuminismo: tutti siamo grati per le grandiose possibilità che lo spirito moderno ha aperto all’uomo”. Importante, dunque, allargare la ragione perché – ha continuato Benedetto XVI – con tutta la gioia di fronte alle possibilità dell’uomo, vediamo anche le minacce che emergono da queste possibilità e ci chiediamo come possiamo dominarle”: “Ci riusciamo solo se fede e ragione si ritrovano unite in modo nuovo”. Si tratta di “un incontro che ha creato l’Europa e rimane il suo fondamento”. “Solo nell’incontro tra fede e ragione è possibile un vero dialogo delle culture e delle religioni, di cui abbiamo urgente bisogno”. In questo dialogo possono emergere diversità profonde. Benedetto XVI ne ha citato un esempio all’inizio della sua lezione, parlando di un colloquio nel XIV secolo tra l’impe-ratore bizantino e un colto persiano musulmano. Il loro confronto si focalizza sul rapporto tra religione e violenza, e sul significato della trascendenza di Dio e la diffusione pacifica della fede. Ma nonostante le differenze che ne emergono, il Papa ha invitato il mondo occidentale ad “ascoltare le grandi esperienze e convinzioni delle tradizioni religiose dell’umanità, specialmente quella della fede cristiana”, che costituiscono una fonte di conoscenza. Rifiutare  questa fonte significherebbe una riduzione inaccettabile del nostro ascoltare e rispondere.

In serata, i Vespri ecumenici  nel Duomo di Ratisbona. Alla celebrazione hanno partecipato il vescovo luterano, Johannes Friedrich, il metropolita ortodosso Augustinos e il vescovo evangelico luterano, Weiss. Presente anche una delegazione ebraica, guidata dal presidente del Comitato ebraico bavarese, Schuster. Benedetto XVI ha ricordato il dialogo teologico sul tema della koinonia, che fra pochi giorni riprenderà a Belgrado, esprimendo l’auspicio che “la comunione col Dio vivente che unisce i cristiani si approfondisca fino all’unità piena”. Il Papa inoltre si è detto “lieto” dell’adesione da parte del “Consiglio mondiale delle Chiese metodiste” alla dichiarazione sulla giustificazione:

IN DER ZEIT DER MULTIRELIGIÖSEN BEGEGNUNGEN SIND WIR LEICHT VERSUCHT, …

“Nell’epoca degli incontri multireligiosi – ha detto Benedetto XVI – siamo facilmente tentati di attenuare la confessione centrale in Gesù Cristo, Figlio di Dio, o addirittura di nasconderla. Ma con ciò non rendiamo un servizio all’incontro, né al dialogo”.

Da qui, il Papa ha sottolineato l’importanza di “porre in discussione in modo completo e non soltanto frammentario la nostra immagine di Dio”. “Nella comune confessione in Cristo Gesù – ha concluso – non esiste alcuna divisione tra noi. Vogliamo pregare, affinché questo fondamento comune si rafforzi sempre di più”.

Da Monaco di Baviera, Paolo Ondarza, Radio Vaticana.

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Biagio Biagetti: Arte Sacra e Restauro nel primo Novecento

Pittore, restauratore, critico d'arte. Biagio Biagetti è stato un indiscusso protagonista dell'arte cristiana della prima metà del Novecento. Allievo di Ludovico Seitz, ultimo dei Nazareni, ha elaborato nell'ambito della pittura sacra un linguaggio fortemente innovativo, ma fedele alla tradizione. Decisivo il suo contributo all'interno del dibattito sull'arte sacra nel primo Novecento.

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