Coronavirus. Fra Aquilino: prego con chi muore da solo

Da Vatican News

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Piangere con chi piange un parente morto, accompagnare spiritualmente chi, solo, lontano dai cari, sta lasciando questo mondo. E’ una luce la presenza, giorno e notte, dei 5 frati cappuccini che quotidianamente svolgono il loro servizio come cappellani nell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, una struttura con 900 posti letto.

Qui il personale sanitario è impegnato in questi giorni in una corsa contro il tempo per salvare la vita a tanti malati di Coronavirus. Quando raggiungiamo telefonicamente fra Aquilino Apassiti, sta pregando il rosario fuori dal nosocomio. 84 anni, da sei è un riferimento spirituale per la struttura sanitaria. “Mai – racconta a Vatican News – avrei potuto immaginare di vivere momenti tanto drammatici. Nel momento del trapasso è fondamentale la vicinanza umana, ma i malati di Coronavirus muoiono soli. Questa malattia proibisce la presenza di un familiare che possa stringere la mano a chi se ne sta andando. Un medico – aggiunge – mi ha confessato che la cosa più triste è vedere un malato che boccheggia, solo, senza amici e senza la carezza di un familiare”.

Condividere il pianto e il dolore

La voce vivace di fra Aquilino si rompe quando ripensa ad una telefonata fatta qualche giorno fa ad una donna per comunicarle la morte del marito: “L’ho chiamata dalla camera mortuaria. Il marito entrato solo quattro giorni prima in ospedale per una banale bronchite, era appena deceduto. Ho pregato con lei il Signore. Abbiamo pianto insieme. Non è potuta neanche venire a dire ciao al marito”.

E’ con rammarico che il frate cappuccino spiega: “Non sempre possiamo pregare accanto a tutti i malati che muoiono, ma ognuno di loro è nelle nostre preghiere. Non possiamo entrare ovunque”. Dove è possibile però, indossati camici, guanti e mascherina, i religiosi ci sono.

Il Signore aiuta questi eroi in corsia

La comunità di francescani è una presenza vitale, un punto di riferimento anche per medici e infermieri.: “Il lavoro del personale sanitario è ammirevole. Sono costantemente sotto tensione. Gli infermieri – prosegue fra Aquilino – mi chiedono preghiere perché possano lavorare con la serenità nel cuore. Rischiano ogni giorno il contagio. Io prego sempre per loro e per le loro famiglie: Signore aiuta questi eroi perché siano protetti dal contagio”.

Biagio Biagetti: Arte Sacra e Restauro nel primo Novecento

Pittore, restauratore, critico d'arte. Biagio Biagetti è stato un indiscusso protagonista dell'arte cristiana della prima metà del Novecento. Allievo di Ludovico Seitz, ultimo dei Nazareni, ha elaborato nell'ambito della pittura sacra un linguaggio fortemente innovativo, ma fedele alla tradizione. Decisivo il suo contributo all'interno del dibattito sull'arte sacra nel primo Novecento.

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