@Paolo Ondarza, Radio Vaticana
TREVISO. = Si è concluso ieri a Treviso un convegno su Edith Stein e Luigi Stefanini, due filosofi innamorati della Verità. Ne hanno parlato noti docenti universitari come Armando Rigobello, Renato Pagotto, Annamaria Buttarelli e Angela Ales Bello. “Edith Stein e Luigi Stefanini: due testimoni della Verità”. Con questa affermazione il professor Renato Pagotto ha aperto il convegno di Treviso, un’occasione per ricordare due grandi anime che hanno dato origine non ad una speculazione da salotto ma ad una filosofia basata sull’impegno, vissuta come militanza e dettata da un’urgente bisogno interiore e dalla sete di verità. Due vite parallele, per usare un’espressione di Plutarco. Angela Ales Bello ha notato che se pure non si conobbero mai, le loro esistenze dimostrano come differenti vie di ricerca possono condurre al medesimo risultato.
La Santa tedesca, Edith Stein, proclamata compatrona d’Europa con Caterina da Siena e Brigida di Svezia, discendeva da una famiglia ebrea; si dichiarò atea fino a quando la vita la portò ad entrare in contatto con il Vangelo e a maturare progressivamente la conversione culminata nel battesimo e nella decisione di entrare nel Carmelo di Colonia con il nome di Suor Teresa Benedetta della Croce. Nonostante i tentativi di sfuggire alle persecuzioni razziali dei nazisti, fu catturata e soppressa nella camera a gas di Auschwitz.
Meno travagliata la biografia dello studioso di estetica e pedagogo Luigi Stefanini ma altrettanto ricca di riflessioni e di inquietudini spirituali. Come ha ricordato il professor Armando Rigobello, il filosofo trevigiano come la Stein non rimase insensibile di fronte agli orrori del nazismo. Ad accomunare in tal senso la ricerca dei due pensatori – lo ha ribadito Annamaria Buttarelli – fu la condivisione della stessa passione: lo studio della persona, il riconoscimento della sua bellezza, unicità e dignità in un momento storico in cui tali valori sembravano essergli negati.
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