Estate, tempo di riposo per corpo e spirito. La riflessione di padre Cantalamessa

@Paolo Ondarza, Radio Vaticana

Le vacanze siano tempo di riposo e comunione con Dio”, ha detto oggi Bendetto XVI rivolgendosi ai pellegrini polacchi riuniti in piazza San Pietro. E questo week-end è stato caratterizzato da grandi partenze in Italia. Tra ieri e oggi, circa otto milioni di persone si sono messe in viaggio per le strade del Belpaese verso le mete del tanto desiderato riposo. Ma come vivere pienamente il periodo delle vacanze? Paolo Ondarza lo ha chiesto a padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia:

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R. – Gesù dice agli Apostoli: “Venite in disparte, risposatevi un po’”. Credo che questo sia un invito, che Gesù fa non solo ai suoi primi discepoli, ma a tutti quanti, anche oggi, a trovare un tempo per “staccare la spina” e riflettere un po’ sulle ragioni per cui si vive. Noi corriamo il rischio, come dicevano i romani, di perdere le ragioni della vita nel vivere.

 flower-2372985_960_720D. – Per “staccare la spina” non basta fermarsi dal lavoro …

 R. – Le ferie estive hanno una strana attinenza con l’idea dello spirito, dell’anima. E’ strano che in inglese le ferie si chiamino “holidays”, che significa giorni santi. Se abbiamo fede, pensiamo a Dio, alla natura, cerchiamo di elevarci con la contemplazione del mare, dei monti, a Colui che li ha creati. Direi che anche il non credente può trovare un motivo per vivere in maniera più umana, più esistenziale, perché è un tempo in cui si ha più occasione di promuovere i valori veri della vita: stare con i figli, dialogare con la moglie, leggere un buon libro. Io credo che il modo più diretto per rovinare le ferie sia quello di farne un tempo più frenetico del resto dell’anno, passando da discoteche di notte a spiagge rumorosissime di giorno. Penso che il silenzio sia una componente essenziale.

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 D. – Quindi, le ferie possono davvero diventare una occasione di riposo …

 R.-  Sì, è vero, dobbiamo tener conto di tanta gente che deve tirar fuori qualche giorno di ferie così alla spicciolata, qua e là. Un modo da consigliare è quello di sviluppare una certa capacità di contemplazione sia ai monti, sia al mare, sia in campagna. Essere in grado non di volere le cose, come nella vita quotidiana quando corriamo da un supermercato all’altro a vedere cosa ci serve e cosa dobbiamo comprare, ma scoprire la bellezza di guardare alle cose, senza necessariamente volerle possedere. Questo contatto con la natura ha un potere rigenerante sullo spirito dell’uomo. E’ un mistero forse questo. Forse perché la natura, come dice un salmo, parla di Dio: “I cieli narrano la gloria di Dio”. I salmi sono maestri nell’indicarci come da ogni spettacolo della natura ci si possa elevare ad un atteggiamento di contemplazione.

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Biagio Biagetti: Arte Sacra e Restauro nel primo Novecento

Pittore, restauratore, critico d'arte. Biagio Biagetti è stato un indiscusso protagonista dell'arte cristiana della prima metà del Novecento. Allievo di Ludovico Seitz, ultimo dei Nazareni, ha elaborato nell'ambito della pittura sacra un linguaggio fortemente innovativo, ma fedele alla tradizione. Decisivo il suo contributo all'interno del dibattito sull'arte sacra nel primo Novecento.

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