Giovanni Paolo II ai confessori: tradire la verità del magistero non è misericordia

I SACERDOTI PARTECIPINO ASSIDUAMENTE AL SACRAMENTO DELLA CONFESSIONE E LO AMMINISTRINO SECONDO L’INSEGNAMENTO DELLA CHIESA. COSI’ IL PAPA NEL DISCORSO ALLA PENITENZIERIA APOSTOLICA RICEVUTA OGGI IN VATICANO

Servizio di Paolo Ondarza –

 

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Nel sacramento della Penitenza il sacerdote offra ai fedeli “la carità dell’accoglienza premurosa, senza avarizia del suo tempo e senza asperità o freddezza del tratto”. Così Giovanni Paolo II stamani in Sala Clementina nell’udienza ai docenti e agli alunni del corso della Penitenzieria Apostolica, il tribunale della Santa Sede, nato nel XIII secolo sotto Onorio III, competente per il cosiddetto “foro interno”, ossia, l’ambito privato dei fedeli, anche per quanto riguarda il sacramento della penitenza e l’uso delle indulgenze. Citando il Concilio Vaticano II, il Papa ha ricordato “il privilegiato rapporto che esiste tra il sacerdozio e il sacramento della Riconciliazione, che dal presbitero deve essere innanzitutto ricevuto con fede ed umiltà, oltre che con convinta frequenza”:

 

“I ministri della grazia sacramentale si uniscono intimamente a Cristo Salvatore e Pastore attraverso la fruttuosa recezione dei Sacramenti, soprattutto con la confessione sacramentale frequente, giacché essa – che va preparata con un quotidiano esame di coscienza – favorisce in sommo grado la necessaria conversione del cuore all’amore del Padre delle misericordie”.

 

La confessione, ha continuato Giovanni Paolo II, oltre ad essere occasione di esame di sé stessi, è “momento ineffabile di esperienza della carità che il Signore nutre per ogni uomo nella sua irrepetibile individualità: balsamo consolatore per le molteplici forme di sofferenza da cui è segnata la vita”. Il Santo Padre non ha mancato di richiamare l’attenzione sulla “doverosa adesione” dei ministri al Magistero, con speciale riguardo a quei problemi che riguardano la bioetica e la normativa morale e canonica dell’ambito matrimoniale. Il sacerdote abbia un atteggiamento caritatevole nel “riferire senza varianti ideologiche e sconti arbitrari l’insegnamento genuino della Chiesa” :

 

“Quanti svolgono in nome di Dio e della Chiesa questo delicatissimo ministero hanno il preciso dovere di non coltivare, ed ancor più di non manifestare in sede sacramentale, valutazioni personali non rispondenti a ciò che la Chiesa insegna e proclama. ‘Non si può scambiare con amore il venir meno alla verità per un malinteso senso di comprensione’”.

 

“Il sacramento della Penitenza se ben amministrato e ricevuto  si rivela strumento principe di discernimento vocazionale”. “Ai candidati al sacerdozio il direttore spirituale offre non solo il discernimento, ma anche l’esempio della sua vita, cercando di riprodurre in sé il Cuore di Cristo”. Su tutti i partecipanti all’Udienza Giovanni Paolo II ha invocato attraverso l’intercessione di Maria, Madre della Chiesa, “il dono della santità, mediante il sacramento della Penitenza umilmente ricevuto e generosamente offerto”. Giovanni Paolo II ha poi rivolto un saluto al pro-penitenziere maggiore mons. Luigi De Magistris, il quale ha definito l’incontro odierno con il Pontefice “un’esperienza indelebile” per l’antica istituzione.

Biagio Biagetti: Arte Sacra e Restauro nel primo Novecento

Pittore, restauratore, critico d'arte. Biagio Biagetti è stato un indiscusso protagonista dell'arte cristiana della prima metà del Novecento. Allievo di Ludovico Seitz, ultimo dei Nazareni, ha elaborato nell'ambito della pittura sacra un linguaggio fortemente innovativo, ma fedele alla tradizione. Decisivo il suo contributo all'interno del dibattito sull'arte sacra nel primo Novecento.

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