©Paolo Ondarza Radio Vaticana
“GUERRE E TERRORISMO MINACCIANO UOMINI E RELIGIONI” COSI’ IERI IL PAPA NELL’INCONTRO CON I GIOVANI, IN PIAZZA SAN PIETRO, IN PREPARAZIONE DELLA 18.MA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU’: UNA FESTA A DIFESA DELLA PACE
– Servizio di Paolo Ondarza –
“In questo momento travagliato della storia, mentre il terrorismo e le guerre minacciano la concordia tra gli uomini e le religioni, desidero affidarvi a Maria affinché diventiate promotori della cultura della pace oggi quanto mai necessaria. Maria, Regina della Pace ha un solo desiderio per i propri figli: vederli vivere sereni e concordi tra loro.” Sono le parole di Giovanni Paolo II ai circa 50 mila giovani delle diocesi di Roma e Lazio, puntuali, nonostante la pioggia torrenziale, all’appuntamento di ieri pomeriggio in piazza San Pietro. Un’occasione per celebrare un triplice evento: la XVIII Giornata Mondiale della Gioventù, il XXV di Pontificato di Giovanni Paolo II e i 40 anni dall’enciclica Pacem in Terris. Tra i presenti in Piazza San Pietro anche due delegazioni delle diocesi di Toronto e Colonia, le sedi rispettivamente delle Gmg del 2002 e del 2005.
Le parole di Cristo in Croce a Giovanni “Ecco la tua Madre” costituiscono il fulcro di questa 18.ma Giornata, che la Chiesa festeggerà a livello diocesano la prossima domenica delle Palme. “E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa”. “Accogliere Maria” – ha detto il Papa – “accoglierla nella propria casa, nella propria esistenza è il privilegio di ogni fedele, soprattutto nei momenti difficili”.
“Nella forza di queste parole ho potuto camminare attraverso la terribile guerra, la terribile occupazione nazista. Oggi, per questi motivi, voglio affidarvi a Maria. Ve lo dico per esperienza: aprite a Lei le porte delle vostre esistenze”.
Il Pontefice ha spiegato ai giovani come Gesù Cristo, unico Mediatore tra Dio e gli uomini, affidi alle sue creature una Madre, alla quale si deve una devozione profondamente cristocentrica.
“Non abbiate paura di spalancare le porte dei vostri cuori a Cristo attraverso Colei che vuole portarvi a Lui, affinché siate salvati dal peccato e dalla morte! Lei vi aiuterà ad ascoltare la sua voce e a dire di sì ad ogni progetto che Dio pensa per voi, per il vostro bene e per quello dell’umanità intera”.
Ad acclamare Giovanni Paolo II una moltitudine di Papa boys, accompagnati dall’orchestra di mons. Marco Frisina e dall’Orchestra sinfonica giovanile di Medellin. Dopo un’introduzione musicale e a termine del saluto del cardinale Vicario Camillo Ruini, i giovani hanno offerto al Santo Padre tre doni significativi: il bastone del pellegrino, un nuovo Centro culturale giovanile intitolato a Giovanni Paolo II a Roma e una colomba. A tutti il Papa ha consegnato una corona del Rosario, “dolce catena che ci riannoda a Dio” e una preghiera di affidamento a Maria, Regina della Pace.
“Ancora una parola e poi vi lascio liberi. Questa parola è sul Rosario! Portate la corona che oggi vi consegno sempre con voi”.
In quella che è stata definita “una festa a difesa della pace”, Giovanni Paolo II ha improvvisato e scherzato a lungo, come accade ogni volta in cui avviene il connubio perfetto: Papa-giovani.
“Che forza! La pioggia torna. E noi giovani ti amiamo!”
Il Papa, li ha invitati. Loro, i giovani, come al solito hanno risposto numerosi. Ascoltiamoli.
R. – E’ grande! – Vorrei ringraziarlo per tutto quello che fa, per il suo messaggio di pace che, comunque, sempre lo accompagna – Penso che sia obiettivamente una delle persone che ha fatto la storia.
D. – Se avessi la possibilità di dire qualcosa al Papa …
R. – Ti voglio bene!
D. – Qual è il significato della pace?
R. – La pace tra le persone: desidero una cultura di pace che, secondo me, non si è ancora realizzata – La pace è una grande unione tra tutti – La guerra non si deve fare, punto e basta, senza fare distinzioni tra guerrafondai o pacifisti! – La pace, secondo me, è avere prima di tutto la pace nell’animo per poi trasmetterla agli altri … – Pace vuol dire … finalmente potersi guardare in faccia, senza nessuna ostilità, ma davvero con uno sguardo di affetto e di amore – Così come il termine cattolico vuol dire universale, io tenderei a sottolineare che la pace è un valore universale – La pace… la pace è tutto!



