Guardie Svizzere, da 500 anni al servizio del Papa. Una mostra le racconta

@Paolo Ondarza, Radio Vaticana

500 anni al servizio del Papa. Sono quelli spesi dalla Guardia Svizzera Pontificia a cui è dedicata una mostra aperta da oggi nei locali del Braccio di Carlo Magno in Vaticano. Attraverso dipinti, manoscritti, divise, armi e corazze l’esposizione racconta il mezzo millennio dell’esercito più antico del mondo. Il servizio è di Paolo Ondarza.

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(Inno della Guardia Svizzera)

Era il 22 gennaio 1506 quando, su richiesta di papa Giulio II, veniva costituita la Guardia Svizzera Pontificia. Per celebrarne i 500 anni di servizio, perseveranza e zelo una mostra in Vaticano raccoglie per la prima volta nella storia opere d’arte e reperti di grande interesse culturale. Degna di nota la pagina dedicata al Sacco di Roma, l’evento più arduo affrontato dall’esercito del Papa il 6 maggio 1527 quando i Lanzichenecchi devastarono la Città eterna. 147 guardie diedero la vita per consentire a Clemente VII di riparare a Castel Sant’Angelo.

Clement_VII._Sebastiano_del_Piombo._c.1531..jpgIn mostra un ritratto del Pontefice di Sebastiano del Piombo. Giovanni Morello, curatore della mostra:

 “Sebastiano ha fatto diversi ritratti di Clemente VII; qui, appunto, è ripreso con la barba perché dopo il Sacco di Roma Clemente VII non si tagliò più la barba come segno di lutto”.

 Il percorso espositivo si snoda in sei stanze tra dipinti,  stendardi, elmi in ferro, monete e le note uniformi gialle rosse e blu, di disegno rinascimentale e che la tradizione fa risalire a un progetto di Michelangelo o Raffaello. Un esercito armato, ma che non usa le armi, quello delle Guardie Svizzere: lo amava ripetere Papa Pio X: “Il nostro cannone  – diceva – deve rimanere al suo posto: in cantina, perché il Vaticano non va difeso con i cannoni”. Mons. Mauro Piacenza presidente della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa:

 “Le alabarde sono elementi rappresentativi, è importante però la spiritualità che può stare dietro, e cioè della lotta contro il male, anzi della lotta contro la violenza e la prevaricazione. Quindi, diventano armi di pace”.

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 “Acriter et Fideliter”, Onore e Fedeltà. Sempre giovane il motto che da sempre ha ispirato la missione della Guardia Svizzera, presenza discreta, ma costante, al servizio del Santo Padre. Il comandante Elman Maeder:

 “Siamo testimoni della storia della Chiesa. Non è che noi siamo gli attori sul palcoscenico della storia, ma accanto al Santo Padre”.

 La mostra si inserisce nel calendario delle celebrazioni del Giubileo della Guardia Svizzera e sarà visitabile fino al prossimo 30 luglio.

Biagio Biagetti: Arte Sacra e Restauro nel primo Novecento

Pittore, restauratore, critico d'arte. Biagio Biagetti è stato un indiscusso protagonista dell'arte cristiana della prima metà del Novecento. Allievo di Ludovico Seitz, ultimo dei Nazareni, ha elaborato nell'ambito della pittura sacra un linguaggio fortemente innovativo, ma fedele alla tradizione. Decisivo il suo contributo all'interno del dibattito sull'arte sacra nel primo Novecento.

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