Il flagello e il miele. Il volto di Ambrogio nell’arte

Da Vatican News

Patrono di Milano, ma anche della Chiesa Universale indivisa. A Sant’Ambrogio, nel giorno al lui dedicato,  il 7 dicembre , il Museo Diocesano “Carlo Maria Martini” dedica una serie di iniziative, tra cui la conferenza on line gratuita dal titolo: “Ambrogio. L’anima e il volto”. Interviene Luca Frigerio, giornalista e scrittore, autore del libro dall’omonimo titolo pubblicato dal Centro Ambrosiano. Ascolta l’intervista:

Sant'Ambrogio rappresentato con il flagello

Sant’Ambrogio rappresentato con il flagello

Il flagello e la difesa della verità

“San’Ambrogio – spiega Frigerio a Vatican News – è venerato anche dagli ortodossi. É Dottore e Padre della Chiesa. Dalla sua epoca –  è morto nel 397 – fino ai giorni nostri il suo volto è stato rappresentato da tanti artisti”. Non solo barba bianca, mitra,  pastorale, consueti attributi dei vescovi, caratterizzano la figura di Ambrogio. “Nell’iconografia antica egli stringe sempre in mano un flagello, una sferza o scudiscio: questo simbolo – prosegue Frigerio –  è riconducibile alla strenua lotta da lui condotta in difesa della verità della fede. Si oppose infatti alle eresie degli ariani sulla Trinità e sulla divinità di Cristo. Questa azione è stata rappresentata fin lungo il  Medioevo attraverso il segno del flagello”.

Carlo Francesco Nuvolone (Milano 1609 - 1662), Sant'Ambrogio in gloria, Olio su tela, 229 x 129 cm, Museo Diocesano di Milano

Carlo Francesco Nuvolone (Milano 1609 – 1662), Sant’Ambrogio in gloria, Olio su tela, 229 x 129 cm, Museo Diocesano di Milano

La battaglia di Parabiago

C’è un altro episodio, particolarmente caro a Milano. La leggenda narra che Ambrogio apparve durante la famosa battaglia di Parabiago nel 1339 che decretò la consegna del potere della città ai Visconti. “I milanesi –  aggiunge l’autore del libro – stavano perdendo contro i mercenari svizzeri e tedeschi. Ambrogio a cavallo di un cavallo bianco, con lo staffile in mano, allontanò i nemici e da quel giorno è diventato difensore della città”.

Dolcezza e il nutrimento spirituale

Ma oggi Ambrogio è soprattutto simbolo di concordia. “Già nel Cinquecento San Carlo Borromeo preferiva all’immagine con lo staffile quella del pastore benedicente”. “Al di là delle Alpi – conclude Luca Frigerio – Ambrogio è rappresentato con il favo di miele. Il riferimento è alla sua grande capacità di persuasione attraverso parole e scritti. Quando Ambrogio parlava si dice che sembrava di ascoltare parole dolci e corroboranti come il miele”. Non a caso sant’Ambrogio è anche patrono degli apicoltori. Per iscriversi alla conferenza online che si svolgerà sulla piattaforma Zoom alle 18 e durerà circa 45 minuti occorre inviare una email a diocesanoonline@gmail.com

Biagio Biagetti: Arte Sacra e Restauro nel primo Novecento

Pittore, restauratore, critico d'arte. Biagio Biagetti è stato un indiscusso protagonista dell'arte cristiana della prima metà del Novecento. Allievo di Ludovico Seitz, ultimo dei Nazareni, ha elaborato nell'ambito della pittura sacra un linguaggio fortemente innovativo, ma fedele alla tradizione. Decisivo il suo contributo all'interno del dibattito sull'arte sacra nel primo Novecento.

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