Il Papa ai parroci romani: vivrò in preghiera ma nascosto al mondo, certezza che vince il Signore

@Paolo Ondarza, Radio Vaticana

Momento di grande commozione stamani in Aula Paolo VI. Benedetto XVI ha incontrato per l’ultima volta i sacerdoti della sua diocesi di Roma, guidati dal cardinale vicario Agostino Vallini. A due settimane dalla fine del suo ministero petrino, il Pontefice ha svolto un’ampia riflessione sulla sua esperienza al Concilio Vaticano II. Prima del suo intervento, a braccio, il Papa ha affermato che, dopo il 28 febbraio, rimarrà vicino ai sacerdoti nella preghiera, ma vivrà nascosto al mondo. Ecco il testo del suo lungo discorso: http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/speeches/2013/february/documents/hf_ben-xvi_spe_20130214_clero-roma.html

 

Commozione, tristezza, speranza, ammirazione: le emozioni dei sacerdoti presenti all’incontro con il Papa

?   L’incontro di Benedetto XVI nell’Aula Paolo VI con i parroci e con il clero della diocesi di Roma, apertosi con un lungo e toccante applauso, è stato scandito da intensi momenti di profonda commozione e gratitudine. Ascoltiamo alcuni sacerdoti intervistati da Paolo Ondarza:

R. – Ci affidiamo alla preghiera perché davvero questa scelta pesante, che ha segnato la storia, possa essere accompagnata dalla preghiera della Chiesa.

R. – E’ stato un momento molto importante. Il Papa è una persona autentica che ci ha donato il suo cuore.

R. – L’impressione è stata bellissima e penso che sia stato un momento importante anche per lui, questo congedo dal suo clero romano.

R. – Vuole bene alla Chiesa e quindi il fatto stesso che lasci il ministero, ci rattrista.

R. – E’ stato commovente, è un papà che lascia. C’è tanta tristezza, tanto rimpianto e tanta preghiera per lui.

R. – Sentendolo e vedendolo sereno, rasserena un po’ anche noi sulla sua decisione. Si vede che è la decisione di un pastore della Chiesa, di un uomo di fede. Poi, è stato bello il momento in cui ha detto che lui si ritirerà nel silenzio a pregare per noi. Non è indifferente sapere che un uomo di fede come lui continua a pregare per il suo successore e per la sua diocesi.

R. – Il suo discorso a braccio l’ho interpretato come un testamento: ritornare alle fonti più importanti di questi ultimi anni, cioè il Concilio, non letto banalmente, non letto attraverso le riduzioni o i mass media…

D. – Ma un sacerdote come vive la scelta del Papa?

R. – All’inizio con grande emozione, sorpresa, ma poi con grande rispetto. Penso che abbia indicato a tutti noi la strada e il luogo delle decisioni, cioè la preghiera e il silenzio, ho sentito il dovere di un profondo rispetto per il suo cuore.

R. – E’ una scelta personale di una libertà di coscienza che posso soltanto affidare a Dio e ringraziare per la figura di Benedetto XVI.

R. – Nessuno di noi è Cristo, solo Gesù è il Cristo. Questo appare chiaro dalla assoluta libertà con cui il Papa ci ha parlato con la frase finale “Gesù vince”. E’ una scelta che mi è sembrata bella: ha focalizzato l’importanza sul ministero petrino, più che sulla persona. E’ un atto di grande umiltà.

R. – Ho provato sorpresa, imbarazzo, ammirazione e riconoscimento per la sua correttezza e per la sua integrità.

R. – All’inizio l’emozione prevalente è stata lo sconcerto, poi però vederlo anche oggi con la sua serenità, con la sua fede, rimettere tutto nelle mani di Dio, ci dà la fede e anche la serenità di poter accogliere la volontà di Dio e gli eventi che accadono. Abbiamo visto il Santo Padre che ha vissuto nella fede anche questa decisione, come del resto ha vissuto nella fede tutti questi anni di pontificato e tutte le difficoltà che ci sono state e che abbiamo conosciuto. Non solo il Santo Padre, ma gran parte dei cristiani vive nella fede questi eventi.

 

 

Biagio Biagetti: Arte Sacra e Restauro nel primo Novecento

Pittore, restauratore, critico d'arte. Biagio Biagetti è stato un indiscusso protagonista dell'arte cristiana della prima metà del Novecento. Allievo di Ludovico Seitz, ultimo dei Nazareni, ha elaborato nell'ambito della pittura sacra un linguaggio fortemente innovativo, ma fedele alla tradizione. Decisivo il suo contributo all'interno del dibattito sull'arte sacra nel primo Novecento.

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