@Paolo Ondarza, Radio Vaticana
Fino a fine ottobre la cattedrale di Siena scopre il suo straordinario pavimento marmoreo. Abitualmente protetto dal calpestìo dei visitatori, il pavimento «più bello, grande e magnifico», così lo definì Vasari, torna a mostrarsi nei suoi 5 mila metri quadri di decorazioni realizzate con la tecnica del commesso marmoreo e disegnate tra il Trecento e l’Ottocento da prestigiosi artisti quali Beccafumi, Sassetta e Pinturicchio. Paolo Ondarza ha chiesto al Rettore dell’Opera Metropolitana di Siena Mario Lorenzoni quale sia il pregio dell’opera:
R. – Credo che sia l’unico esempio al mondo di pavimento a commesso marmoreo. Non si tratta quindi dei soliti mosaici: il pittore – l’artista – fa un disegno su cartone. Poi vengono ritagliate (sulla base del disegno; ndr.) lastre di marmo che vengono connesse l’una all’altra. I colori dominanti sono il bianco fino al grigio scuro, per rendere i toni di chiaroscuro a certe figure; poi c’è il rosso, il giallo, il verde …
D. – Vogliamo spendere qualche parola su quelle che sono le figure rappresentate, sulla composizione?
R. – Le figure sono un’altra cosa straordinaria, perché tenga presente che su tutto il pavimento non c’è una singola scena del Nuovo Testamento. Il pavimento parte dalla cultura antica. La prima figura, davanti al portale centrale del duomo, è Ermete Trismegisto, grande filosofo egiziano – forse uno dei primi esempi di filosofia antica-, poi si attraversano tutte le sibille con le loro profezie, proseguendo si trova Socrate e così via. Infine, avvicinandosi all’altare maggiore – dove c’è il Santissimo – si trova David. Il disegno complessivo è: “Io rappresento a terra tutto ciò che ha preceduto ed ha portato alla venuta di Cristo”. È veramente straordinario! Tenga presente che ci sono figure che sono state disegnate dal Beccafumi, dal Pinturicchio …
D. – Artisti di grande prestigio …
R. – Artisti di altissimo livello. Ad esempio, la figura del Pinturicchio che rappresenta Socrate, il Monte della Sapienza, è una cosa bellissima … E’ la rappresentazione della rinuncia alle ricchezza per andare a cercare la sapienza: un cammino molto in salita ad indicare quanto sia difficile raggiungere la virtù.
D. – Come tutelerete la conservazione del pavimento?
R. – I visitatori non cammineranno sulle figure, ma intorno. Perché non lasciamo sempre aperto questo pavimento? Perché purtroppo il difetto di questo pavimento è che è stato fatto con marmi locali che sono assolutamente friabili.
D. – Il pavimento resterà visibile fino al mese di ottobre; ma è previsto anche un bis per il prossimo anno?
R. – Speriamo di si. Non è la prima volta che lo facciamo; ed ogni volta è stato un successo strepitoso. Questa volta la novità è costituita dal fatto che il sabato – al di là degli orari classici dei musei – si potrà visitare fino a mezzanotte.
D. – Bisogna prenotarsi?
R. – È sempre opportuno prenotarsi, perché si evitano così le file in biglietteria. Però, anche se non si prenota, non ci sono grandi attese.
D. – Come eviterete, visto il grande afflusso di visitatori previsti, che lo spazio di culto si trasformi in un museo?
R. – Tutta questo operazione del Duomo di Siena è fatta nel rispetto totale delle esigenze del culto. Tenga presente che questa cattedrale è straordinaria, perché Siena ha dato i natali a sette papi, ed ognuno di loro ha lasciato il proprio segno. Quindi dentro la cattedrale trova da Michelangelo al Bernini; un po’ tutta la storia dell’arte. Quindi, un’attrazione molto grande, ma non dobbiamo mai dimenticare che è una cattedrale, e che quindi le esigenze del culto vengono al primo posto.
R. – Tanta bellezza è stata concepita proprio per aiutare i fedeli nella preghiera, nella contemplazione ….
R. – Assolutamente si. Noi vorremmo che non prevalesse l’aspetto “museale” su quello mistico di questa cattedrale.



