Le pitture di Bernini tornano a Roma

Ultimi giorni a Roma per la mostra “Bernini pittore”, che ha riscosso grande successo. Allestita fino al 20 gennaio nelle sale di Palazzo Barberini, l’esposizione presenta per la prima volta insieme i 16 quadri attribuiti con certezza al grande architetto e artista. I visitatori potranno anche ammirare disegni, cartoni e marmi del maestro del barocco romano. Il servizio è di Paolo Ondarza

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Un volto del Bernini poco conosciuto, ma essenziale per comprendere a fondo il maestro del Barocco: il celebre artista non usò il solo scalpello, ma anche matita e pennello guardando a Guercino e Lanfranco – i bolognesi protagonisti della pittura della Roma di Papa Gregorio XV Ludovisi – e dialogando con Velasquez e Vouet. Il curatore della mostra, Tomaso Montanari:

 
“E’ uno stile che ha una spiccata plasticità e che conosce una luce argentea, chiara, lunare, e che ha la capacità poi di far balzar fuori dalla superficie dipinta le persone”.
 
Opere spesso non finite, abbozzate, libere dai canoni estetici barocchi perché realizzate per diletto, non su commissione o dietro pagamento:

 
“Bernini in pittura è un autodidatta. E’ un’arte che potremmo definire addirittura borghese, intima, più moderna, una pittura che si concentra su ritratti di individui che non sono importanti per il ruolo sociale che ricoprono, ma sono importanti proprio per la loro dignità di singoli esseri umani, per il loro aspetto, nel momento, che viene bloccato per sempre su una tela”.

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Viva la penetrazione psicologica degli autoritratti e dei ritratti: proviene da collezione privata l’olio con il giovane girato di ¾ a interloquire con il visitatore. Nella sezione arte sacra spicca il Cristo deriso: silente, sofferente, il cui sguardo rivela un umile abbandono a Dio. Plastici i disegni nel tratto sicuro del carboncino e della sanguigna esaltato da lumeggiature di biacca. Solo 16 dei 200 quadri realizzati da Bernini sono stati oggi individuati con certezza:

 
“Difficilmente riusciremo a recuperare tutti i 150-200 quadri di cui parlano le fonti, proprio perché molti devono essere stati gettati perché avvertiti come qualcosa di lontano da un’opera d’arte compiuta, secondo il metro del Seicento.”.

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Allestire la mostra a Palazzo Barberini vuol dire far tornare a casa Bernini: 

 
“Sì, potremmo proprio dire così. Tra l’altro, uno dei 16 quadri torna a Palazzo Barberini dopo 40 anni, quando fu venduto nel ’67 alla National Gallery di Londra, ma dopo essere stato 340 anni ininterrottamente in quelle sale”.

 
Un ritorno che, seppure per soli tre mesi, vuole essere il simbolo della rinascita di Palazzo Barberini come sede della Galleria Nazionale di Arte Antica.

Paolo Ondarza, Radio Vaticana

Biagio Biagetti: Arte Sacra e Restauro nel primo Novecento

Pittore, restauratore, critico d'arte. Biagio Biagetti è stato un indiscusso protagonista dell'arte cristiana della prima metà del Novecento. Allievo di Ludovico Seitz, ultimo dei Nazareni, ha elaborato nell'ambito della pittura sacra un linguaggio fortemente innovativo, ma fedele alla tradizione. Decisivo il suo contributo all'interno del dibattito sull'arte sacra nel primo Novecento.

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