©Paolo Ondarza Radio Vaticana
A Giuseppe Ferrari, segretario nazionale del GRIS, il Gruppo di ricerca e informazione sulle sette, Paolo Ondarza ha chiesto come spiegare la crescita e l’intensificarsi delle sette religiose:
R- La crescita dipende sicuramente da vari fattori. Una teoria americana spiega come una setta nasca sempre da motivazioni di tipo ideale, di ricerca di un significato per la vita, per arrivare poi ad offuscare queste aspirazioni iniziali e privilegiare finalità, molto più basse, di carattere economico. Sono spesso tali interessi a determinare la crescita delle sette religiose.
D- Su chi fanno presa le sette?
R- Su persone che sono inizialmente alla ricerca di significati esistenziali. Tali persone vengono attratte da organizzazioni, di valore controverso o dubbio, attraverso procedure piuttosto raffinate, ad esempio chiedendo all’aderente di partecipare a conferenze, incontri, attività varie, svolte presso centri naturalistici, palestre, centri di medicina e terapie alternative. Un’altra tecnica utilizzata è quella delle visite domiciliari effettuate in occasione di momenti difficili o dolorosi che coinvolgono la persona visitata. Oppure, si prova a raccogliere nuovi adepti attraverso l’organizzazione di corsi biblici o di divulgazione di presunti testi sacri.
D- Quindi non c’è un legame tra le sette e l’analfabetismo? Le persone di cultura sono esposte al pari di quelle prive di un buon grado di istruzione?
R- Ciò che spinge le persone ad aderire a questi gruppi è sicuramente un particolare afflato mistico. Ma la gente non si rende conto che la prassi religiosa a cui viene introdotta assume poi una connotazione che di spirituale ha ben poco.
R- Come è possibile difendersi dalla sette?
D- Ci sono vari modi. Uno, molto importante, è quello dell’informazione. Essa ha il dovere, appunto, di informare circa il pericolo costituito dalle sette. Inoltre, parlando del mondo cattolico in particolare, un punto a nostro favore è dato dalla conoscenza profonda delle verità che la Chiesa annuncia e invita a vivere. Molto utile, a tal fine, è poi l’impegno nella trasmissione della fede agli altri. Avere un forte senso di appartenenza alla Chiesa aiuta molte persone a salvarsi da miraggi e prospettive che vengono proposte da gruppi di diversa matrice e ispirazione.
R- Miraggi e prospettive che possono far perdere anche un’identità?
D – Sicuramente, le sette hanno tra i vari obiettivi quello di far perdere una identità – personale, storica e culturale – per sostituirla con quella imposta dalla setta stessa.
R- Si può uscire da una setta e, quando se ne esce, è facile non ricadervi?
D – Si può uscire perché diverse persone ne sono venute fuori, tra l’altro rimpiangendo tutti gli anni persi dietro ai miraggi. Ed è possibile anche ricadervi: conosco individui che, usciti da una setta, con facilità vengono adescati da un altra. A tale proposito, c’è da tenere presenti le condizioni di fragilità psicologica della persona provata da tali esperienze: condizioni che portano molte volte, nonostante le intenzioni di partenza, ad entrare in una nuova setta. Ma stiamo parlando di casi veramente rari.



