Liberato il vescovo rapito in Colombia dall’ELN

E’ grande la gioia manifestata nella Chiesa colombiana per il rilascio di monsignor Misael Vacca Ramirez, vescovo della diocesi di Yopal, rapito la scorsa settimana dal Frente Josè David Suarez dell’Esercito di liberazione nazionale e rilasciato l’altro ieri notte. Il presule è stato trattenuto dai suoi rapitori, due uomini e due donne, in una tenuta agricola non identificata e ha dichiarato di essere stato trattato con rispetto. Ma ascoltiamo lo stesso mons. Vacca Ramirez raggiunto a Yopal da Paolo Ondarza:

R.- In quella situazione non si ha la volontà, tanto meno la libertà sulla volontà di quelle persone che non si sa cosa vogliano.

D.– Quali sono, secondo lei, le motivazioni di questo sequestro nei confronti di un rappresentante della Chiesa?

R.- Mi avevano detto che dovevo andare con loro, perché volevano inviare un messaggio al governo centrale, al governo nazionale

D. – Come è stato trattato durante la detenzione?

R.– Molto bene. Non ho sentito alcuna parolaccia, non ho ricevuto alcun maltrattamento. Tutto bene …

D.– Non le hanno fatto violenza?

R.– No. In nessun momento …

D.– I suoi pensieri quali erano in quei momenti di sequestro?

R. – Soltanto quello di rimettermi alla volontà di Dio, perché ho pensato che, in quel momento, veramente recitare il ‘Padre Nostro’ avesse la sua importanza: “Che si faccia la Tua volontà”. Non si ha un’altra alternativa, veramente siamo nelle mani di Dio e Lui ha la responsabilità della nostra vita.

D. – Ha avuto paura?

R. – Certo, perché quando si sta da soli, praticamente, e davanti ai fucili, non si sa cosa pensare. E possiamo dire che, in quel momento, la vita di una persona dipende da loro.

D. – Eccellenza, quella dei rapimenti sta diventando una vera piaga per la Colombia. C’è il pericolo che questo fenomeno possa ostacolare il difficile processo di pacificazione nel Paese?

R.– Non sappiamo ancora cosa può succedere. La Chiesa fa un lavoro di mediazione, perché la pace sia una realtà. In diversi luoghi della Colombia c’è una situazione di violenza. Speriamo che queste situazioni non si ripetano, cosicché la Chiesa possa svolgere la sua missione.

D. – Che cosa ha rappresentato questa esperienza per la sua vita di cristiano, in primo luogo, e poi di vescovo?

R. – Ha fatto maturare il proposito di offrire quel momento di sofferenza a Dio nostro Signore e di fare una celebrazione mensile, almeno, per quelle persone che sono trattenute contro la loro volontà.

D. – Ora, dopo la paura e dopo la preghiera per la sua liberazione è il momento della gioia per la sua Chiesa …

R.– Oltre che a ringraziare Dio e le altre persone che hanno pregato in questi giorni, a tutte le persone che stanno ascoltando queste parole, tante grazie e che Dio ci benedica sempre.

**********

 

Biagio Biagetti: Arte Sacra e Restauro nel primo Novecento

Pittore, restauratore, critico d'arte. Biagio Biagetti è stato un indiscusso protagonista dell'arte cristiana della prima metà del Novecento. Allievo di Ludovico Seitz, ultimo dei Nazareni, ha elaborato nell'ambito della pittura sacra un linguaggio fortemente innovativo, ma fedele alla tradizione. Decisivo il suo contributo all'interno del dibattito sull'arte sacra nel primo Novecento.

Informazioni Utili

Articoli Correlati