#liberidieducare: sit in di fronte al Miur per dire no al gender a scuola

I genitori non siano scavalcati nell’educazione dei propri figli. Con queste ragioni stamani di fronte al Ministero dell’Istruzione a Roma si è svolto un flash mob delle sigle aderenti al comitato Difendiamo i Nostri Figli. Dai partecipanti un netto sì alla lotta contro ogni forma di discriminazione e violenza sessuale e un altrettanto chiaro “no” a programmi educativi fondati sull’ideologia gender. Sullo sfondo l’ormai imminente pubblicazione delle linee guida del Miur sull’educazione di genere. Lanciata anche una petizione online. 

Ascolta l’audio: 

Bandiere rosa e celesti, palloncini e tanti zainetti sulle gradinate del Miur sotto un rovente sole romano di giugno: il sit-in dei rappresentanti delle sigle aderenti al Comitato Difendiamo i Nostri è un presidio a tutela del primato educativo dei genitori, spiega  la responsabile scuola Giusy D’amico, presidente di “Non si tocca la famiglia”:

R. – Oggi è un presidio simbolico: non è contro nessuno, ma è a favore e a tutela di quello che è giù previsto dalla Costituzione e anche dalle circolari che il ministro ha emesso. Nelle circolari viene riconosciuta la validità del consenso informativo, purtroppo in molte, moltissime scuole di Italia questo consenso ancora non viene riconosciuto. E spesso non vengono comunicate nel dettaglio le attività che sono proposte a bambini e ragazzi, ovviamente minorenni. Quindi, oggi siamo qui per poter avere questa garanzia, per responsabilizzare i genitori nel riappropriarsi di un ruolo educativo che hanno dato, forse per troppo tempo, in appalto alle istituzioni. E’ il caso di entrare nella scuola, rientrarvi a pieno titolo, vigilare e collaborare con le istituzioni scolastiche. Crediamo che il Ministero farà di tutto per venire incontro alle famiglie e soprattutto ci fidiamo moltissimo della difesa del pluralismo culturale e anche il lavoro che il  Fonags (Forum nazionale di genitori impegnati nella scuola) – come associazioni impegnate e accreditate presso il Ministero – farà a tutela delle famiglie.

D. – In questa fase avete avuto risposte dal Ministero o siete in attesa?

R. – Innanzitutto abbiamo avviato un dialogo – penso anche sereno e costruttivo – da quasi un anno, da quando cioè abbiamo istituito l’Osservatorio nazionale nelle scuole per il gender. Questo tipo di Osservatorio ha fatto sì che noi potessimo, a nome di tante famiglie e di tante istituzioni scolastiche, inoltrare segnalazioni presso gli uffici competenti del Ministero; consigliare ai genitori di non creare allarmismi inutili, ma di poter far riferimento alle istituzioni scolastiche e agli organi preposti, che sono a disposizione per questo tipo di servizio. Abbiamo invitato i genitori ad una maggiore vigilanza – perché questo è importante! – e abbiamo consigliato anche al Ministero alcune nostre proposte in linea con l’elaborazione delle linee guida al comma 16 della Legge 107 (la Buona Scuola), per poter evidenziare quali fossero i punti critici. Queste proposte che abbiamo inviato sono state recepite dal Ministero e ci auguriamo che possano adesso essere contemplate nel prossimo documento (le linee guida sul comma 16, ndr). Chiediamo una coerenza, rispetto al termine “genere” e “sesso”. Altra cosa molto importante che abbiamo segnalato è che noi siamo assolutamente d’accordo con una sana lotta ad ogni forma di discriminazione e crediamo anche che questa educazione alla parità dei sessi abbia un significato profondo in ordine alla parità dei diritti, della dignità e delle opportunità. Ma che questo non scada in un linguaggio ambiguo, che possa nascondere in qualche forma un’identità fluida, non delineata e che si usi una terminologia che sia chiara nella costruzione dell’identità del bambini.

Presenti al sit-in anche alcuni genitori con i loro bambini:

R. – Veniamo da Trieste e siamo qui per difendere il diritto all’educazione dei genitori, sancito dalla Costituzione e dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

R. – La scuola non è l’unica che deve educare i bambini. Ci siamo anche noi: siamo le famiglie e ci teniamo ai nostri figli; desideriamo poter essere parte integrante della scuola. E’ questo che vogliamo dire fondamentalmente.

R. – Non vogliamo trovarci con delle scelte portate avanti senza essere stati interpellati. E’ giusto manifestare in questa sede.

R. – Io sono rappresentante di classe. Forse siamo stati troppo tempo in silenzio… Vogliamo capire e vogliamo sapere cosa insegnano ai nostri figli per poter partecipare.

A sostegno del Manifesto sulla libertà educativa promosso durante il sit-in, oggi è stata lanciata anche una petizione online.

@Paolo Ondarza, Radio Vaticana

Biagio Biagetti: Arte Sacra e Restauro nel primo Novecento

Pittore, restauratore, critico d'arte. Biagio Biagetti è stato un indiscusso protagonista dell'arte cristiana della prima metà del Novecento. Allievo di Ludovico Seitz, ultimo dei Nazareni, ha elaborato nell'ambito della pittura sacra un linguaggio fortemente innovativo, ma fedele alla tradizione. Decisivo il suo contributo all'interno del dibattito sull'arte sacra nel primo Novecento.

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