Michelangelo, grafia e biografia

Michelangelo grafia e biografia. Il grande maestro di Caprese torna a Roma. E’ in corso  nelle Sale dell’appartamento Barbo e in quella del Mappamondo di Palazzo Venezia un’esposizione ripercorrente la lunga vita del “gigante rinascimentale e proto-manierista”.

Attraverso l’esame dei disegni e della grafia del pittore, il visitatore potrà ripercorrere, fino al prossimo  6 ottobre,   due fasi fondamentali dell’esperienza umana e artistica di Michelangelo: il periodo fiorentino della maturità e quello romano che lo vide architetto della Fabbrica di San Pietro. La Mostra è organizzata dalla Casa Buonarroti di Firenze, in collaborazione con la Soprintendenza speciale per il Polo Museale Romano. Il servizio di Paolo Ondarza:

Un viaggio nel mondo privato del Genio che diede una svolta al codice estetico e figurativo del 16.mo secolo. L’indagine è resa possibile grazie alla pietà storica di alcuni discendenti di Michelangelo, che conservarono gelosamente nella residenza fiorentina della famiglia, la casa Buonarroti in via Ghiebellina, opere e documenti del loro grande avo. Si parte dalla prime lettere e poesie della giovinezza per giungere alla corrispondenza estrema dell’artista, quasi novantenne, con l’amato nipote Leonardo.

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Due sono i nuclei cronologici attorno ai quali verte l’esposizione: il periodo fiorentino con i frequenti viaggi di studio a Roma, a Carrara e Pietrasanta – “per cercar marmi”, come disse Michelangelo stesso – e il successivo periodo del trasferimento a Roma, dove l’artista vivrà l’esperienza in qualità di architetto della Fabbrica di San Pietro.

apertura.jpgTestimoniano il primo periodo lettere e disegni riguardanti due grandi imprese: la mai completata tomba di Giulio II – che per volontà dello stesso Pontefice avrebbe dovuto essere posta nella Basilica Vaticana – e la tormentata vicenda della Fabbrica di San Lorenzo a Firenze, dal progetto mai eseguito. Documentano invece il periodo romano il disegno raffigurante Cleopatra, che fu donato all’amico Tommaso Cavalieri intorno al 1530. sriimg20021119_1463846_0-data.jpg

Alle opere provenienti da casa Buonarroti si aggiungono due prestigiosi pezzi: una Croce professionale in lamina d’argento, di grande rilievo, proveniente dalla chiesa di santa Maria della Neve a Vallecupola, attribuita di recente alla mano di Jacopo Del Duca su probabile committenza farnesiana, e un rilievo in terracotta raffigurante la Pietà di diretta discendenza michelangiolesca e proveniente da Palazzo Barberini in Roma. Al termine del percorso espositivo il visitatore troverà una sala multimediale relativa alla figura di Michelangelo e alla Casa Buonarroti.

testatondo.jpgMa diamo ora la parola a Lucilla Bardeschi Ciulich, curatrice della mostra Michelangelo grafia e biografia:

R. – Nel periodo fiorentino Michelangelo è direttamente interessato all’appalto dei suoi lavori e quindi è un Michelangelo nel cantiere. Nel secondo periodo, Michelangelo riveste invece un ruolo all’interno del Vaticano – lui è il primo architetto – e questo rappresenta il momento della poesia: è un Michelangelo che si trova a contatto che gli ambienti letterari, l’ambiente di Vittoria Colonna, del patrizio romano Tommaso di Cavalieri.

 

D. – A proposito di Tommaso di Cavalieri, il disegno di Cleopatra torna a Roma dopo diverso tempo…

 

R. – Sì. Nella Cleopatra è proprio l’esperienza poetica di Michelangelo: c’è da una parte l’immagine curata nei minimi particolari, nell’altra parte del foglio la figura abbozzata, tragica, l’anima dannata e quasi la sua Cleopatra, quella vera, quella che lui sente nella vita.

 

D. – Questa mostra espone opere di carattere privato. Michelangelo non avrebbe mai immaginato una esposizione di questo tipo o forse sì?

 

R. – Non credo proprio che Michelangelo avrebbe mai avuto intenzione di fare un’edizione delle sue poesie. Esiste un carattere nelle sue poesie che è fortemente intimistico. Una ricerca personale, una delle ultime poesie di Michelangelo – e questo potrebbe essere un testamento – “le favole del mondo mi hanno tolto il tempo dato a contemplare Dio”. Una fortissima verità profonda.

 

 

Biagio Biagetti: Arte Sacra e Restauro nel primo Novecento

Pittore, restauratore, critico d'arte. Biagio Biagetti è stato un indiscusso protagonista dell'arte cristiana della prima metà del Novecento. Allievo di Ludovico Seitz, ultimo dei Nazareni, ha elaborato nell'ambito della pittura sacra un linguaggio fortemente innovativo, ma fedele alla tradizione. Decisivo il suo contributo all'interno del dibattito sull'arte sacra nel primo Novecento.

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