La proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione da parte di Pio IX è celebrata in una sala dei Musei Vaticani. Una ricca decorazione ad affresco del XIX secolo ed un prezioso mobile – biblioteca con le traduzioni in 110 lingue della Costituzione Apostolica Ineffabilis Deus, promulgata l’8 dicembre 1854
Paolo Ondarza – Città del Vaticano
Una stanza dei Palazzi Apostolici celebra in modo particolare l’Immacolata Concezione. Lungo il percorso di visita dei Musei Vaticani, in una sala adiacente alle Stanze di Raffaello, nella torre Borgia, ci si imbatte in un ciclo di pitture dedicato alla proclamazione del dogma mariano da parte di Pio IX, avvenuta l’8 dicembre 1854. Furono realizzate dall’anconetano Francesco Podesti in un momento particolarmente delicato per lo Stato Pontificio che culminerà con la nascita del Regno d’Italia nel 1861 e la perdita della città di Roma. L’artista molto noto all’epoca nel panorama romano mette mano al pennello tra il 1856 ed il 1865, ricorrendo alla tecnica della grande tradizione dell’arte sacra: l’affresco.
Decorazione unitaria
Volle avere il coordinamento della decorazione di tutto l’ambiente. Fu lui infatti a scegliere anche porte, portelloni in legno per le finestre, mostre di marmo intarsiato e soprattutto coordinò la delicatissima operazione di installazione di un prezioso mosaico romano proveniente da Ostia antica.

La sala dell’Immacolata Concezione nei Musei Vaticani
«…Io ne assumerò l’incarico, beninteso di essere solo in tutto e per tutto, compreso il decoratore e l’architetto, acciocché la mia idea non venga intralciata a danno dell’unità», annotava Podesti nelle Memorie. In questo testo è descritta dettagliatamente anche la prima scena realizzata dal pittore: la “Proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione”. Evidente l’omaggio a Raffaello. Nella sfera celeste la Vergine Maria e la Trinità campeggiano al centro, attorniati da Padri della Chiesa, Profeti, Apostoli e figure dell’Antica e Nuova Alleanza.
Il Papa in piedi

Pio IX negli affreschi di Podesti
Pio IX espresse il desiderio di essere raffigurato in piedi: un disegno preparatorio, conservato all’Accademia di San Luca, documenta l’iniziale intenzione di Podesti di rappresentarlo seduto. Scene allegoriche alludenti alle virtù di Maria campeggiano sulla volta. Le altre pareti sono invece dedicate all’omaggio dei continenti alla Chiesa in trono, alla Discussione del dogma e all’Incoronazione dell’Immagine della Vergine. In quest’ultima figurazione si distingue un autoritratto del pittore che presenziò all’evento celebrato da Pio IX nella Cappella del Coro della Basilica di San Pietro. I dipinti dunque documentano sia il fatto storico, profondamente partecipato dalla cittadinanza romana del tempo, che l’eterna sacralità di un evento mariano centrale per la Chiesa universale.
L’Immacolata in 110 lingue

Il mobile-biblioteca della Sala dell’Immacolata
Al centro della Sala dell’Immacolata Concezione dal 1879 campeggia il raffinato mobile-biblioteca, opera di un’equipe francese composta da ebanisti, scultori, maestri del cesello, pittori, mosaicisti, ceramisti e orafi. Era destinato a contenere le 110 traduzioni della Bolla pontificia di proclamazione del dogma Ineffabilis Deus. I testi manoscritti preziosamente decorati sono oggi conservati nella Biblioteca Apostolica Vaticana; nella libreria realizzata dalla MaisonChristofle di Parigi tra il 1874 e il 1878 sono esposte invece copie fedeli agli originali. Sempre nella Biblioteca Vaticana si conservano i disegni che Francesco Podesti eseguì per studiare i ritratti dei tanti personaggi effigiati sulle pareti della sala.

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