Papa in Baviera: nella Chiesa cercare comunione nella varietà dei doni

Una giornata di impegni più leggeri, per lasciare spazio ai ricordi e agli affetti personali, dopo l’intensa serie di appuntamenti e di interventi che hanno cadenzato le precedenti 24 ore. Per Benedetto XVI, la seconda mattinata trascorsa oggi a Ratisbona – penultima del suo viaggio apostolico – ha avuto un solo momento pubblico: l’inaugurazione del nuovo organo della Alte Kapelle, antichissimo luogo di culto che custodisce una immagine miracolosa della Vergine, attribuita all’evangelista Luca. L’occasione ha permesso al Pontefice di legare in una stessa similitudine la musica sacra e la vita della Chiesa, nella quale – ha affermato – bisogna sempre ritrovare “l’accordo nella lode di Dio e nell’amore fraterno”. Per i particolari, la linea al nostro inviato in Germania, Paolo Ondarza.

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Nella Chiesa, nella varietà dei doni e dei carismi, dobbiamo trovare mediante la comunione nella fede sempre di nuovo l’accordo nella lode di Dio e nell’amore fraterno”. Ha pronunciato queste parole Benedetto XVI inaugurando il nuovo organo della Alte Kapelle di Ratisbona, una delle chiese più antiche della diocesi. Un’esortazione alla comunità cristiana affinché, attraverso l’immagine dell’organo, in cui “una mano esperta riporta le disarmonie alla retta consonanza”, impari l’armonia e la comunione. Concetto, questo, ribadito anche nella preghiera di benedizione:

WIE DIE VIELEN PFEIFEN SICH IN EINEM KLANG VEREINEN, …

“Come le tante canne si uniscono in un solo suono,

così unisci, ti preghiamo,

tutti i membri della Chiesa

in amore fraterno.

Perché cantiamo un giorno

insieme con tutti gli angeli e i santi

alla tua gloria

il canto di lode eterna”.

“Il Papa ha ricordato anche l’importanza della musica sacra nella liturgia. Citando la Costituzione sulla Sacra Liturgia del Concilio Vaticano II, ha detto:

DER MIT DEM WORT VERBUNDENE GOTTESDIENSTLICHE GESANG EIN NOTWENDIGER …

 “Il canto sacro, unito alle parole, è parte necessaria ed integrante della liturgia solenne”, non un “abbellimento del culto”, né “un’aggiunta che incornicia e rende piacevole la liturgia”.

Il canto e la musica costituiscono “un modo importante di partecipazione attiva all’evento cultuale”. “L’organo, re degli strumenti musicali, perché riprende tutti i suoni della creazione – ha concluso il Papa – dà risonanza alla pienezza dei sentimenti umani”.

Si è trattato dell’unico discorso pronunciato in questa giornata all’insegna dei ricordi privati per Benedetto XVI in Baviera. Prima di recarsi alla Alte Kapelle, Benedetto XVI, trascorsa la notte al seminario maggiore di Ratisbona, ha celebrato la Messa e pregato la Liturgia delle Ore in privato nella cappella dell’istituto insieme con il fratello, mons. Georg Ratzinger, quindi ha avuto una serie di colloqui privati con familiari e amici. Dopo un nuovo bagno di folla, in cui il Papa si è intrattenuto con la gente accarezzando alcuni bambini, il pranzo a casa di mons. Georg Ratzinger, a Ratisbona. Nel pomeriggio, prima la visita al cimitero di Ziegetsdorf sulle tombe dei genitori e della sorella Maria, poi il tempo restante nella casa privata di Benedetto XVI a Pentling, a 4 km da Ratisbona. Il tutto sotto un cielo azzurro e un clima davvero splendido, che, va sottolineato, ha accompagnato il Papa nel corso di tutto questo viaggio.

Dalla Baviera, Paolo Ondarza, Radio Vaticana.

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Una località più piccola della Città del Vaticano – appena 32 Kmq. – abitata da qualche centinaio di persone. E’ questa la realtà di Pentling, piccolo paese a pochi chilometri da Ratisbona, che ospitò l’allora prof. Ratzinger, negli anni Settanta. Come accennato, Benedetto XVI vi tornerà in visita tra poco più di un’ora e, insieme con il fratello, si tratterrà per cena nella sua vecchia casa, prima di ritornare al Seminario maggiore di Ratisbona. Grande, evidentemente, l’attesa per la ridotta popolazione locale in vista dell’incontro con l’antico concittadino, come racconta Margit Klier, un’insegnante di Pentling, intervistata da Paolo Ondarza:

R. – Il mio ricordo è quello di quando il prof. Ratzinger abitava a Pentling. Ha sempre celebrato la Messa qui e non ha mai vissuto in modo appariscente.

 D. – Quindi, una persona anche riservata e cordiale…

 R. – Sì, molto cordiale.

 D. – Benedetto XVI trascorrerà il pomeriggio lì a Peintling. Per la gente questo che cosa vuol dire?

 R. – Che lui apprezza molto questo paese. Per noi è una grande cosa, veramente un grande onore.

 D. – Lei sa che il Papa continua a ricevere notizie da Peintling ogni mese. Infatti, arriva in Vaticano il bollettino…

 R. – Sì, senza dubbio, perché siamo stati ad un’udienza privata e lui sapeva tutto di noi, anche le più piccole notizie.

 D. – Questa chiaramente è una cosa che le farà molto piacere…

 R. – Sì! Mi commuove molto.

Biagio Biagetti: Arte Sacra e Restauro nel primo Novecento

Pittore, restauratore, critico d'arte. Biagio Biagetti è stato un indiscusso protagonista dell'arte cristiana della prima metà del Novecento. Allievo di Ludovico Seitz, ultimo dei Nazareni, ha elaborato nell'ambito della pittura sacra un linguaggio fortemente innovativo, ma fedele alla tradizione. Decisivo il suo contributo all'interno del dibattito sull'arte sacra nel primo Novecento.

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