©Paolo Ondarza Radio Vaticana
L’esempio di san Giuseppe da Copertino sproni ogni credente a vivere con passione ed entusiasmo nelle complesse situazioni dell’epoca contemporanea. Così Giovanni Paolo II nel messaggio per il quarto centenario dalla nascita del santo marchigiano. Il servizio di Paolo Ondarza:
“L’eroica testimonianza evangelica di San Giuseppe da Copertino costituisce per ciascuno un forte richiamo a vivere con passione ed entusiasmo la propria fede, nelle molteplici e complesse situazioni dell’epoca contemporanea”. E’ quanto scrive Giovanni Paolo II in un messaggio indirizzato al ministro generale dell’Ordine Francescano dei Frati Minori Conventuali, padre Joachim Giermek, redatto in occasione del 400.mo anniversario dalla nascita del santo, avvenuta il 17 giugno 1603. San Giuseppe da Copertino, conosciuto anche come il “Santo dei voli”, “a motivo delle sue frequenti estasi e della straordinarietà delle esperienze mistiche, invita i fedeli a ricercare il senso profondo dell’esistenza e ad incontrare personalmente Iddio abbandonandosi pienamente alla sua volontà”.
“Patrono degli studenti” il santo marchigiano “incoraggia il mondo della cultura a fondare il sapere umano sulla sapienza di Dio”. Grazie alla docilità ai suggerimenti divini egli può essere considerato ancora oggi come guida spirituale di chiunque voglia porsi alla sequela di Cristo, indicando il primato di Dio nella vita di ogni uomo, il valore della preghiera e della contemplazione, l’appassionata adesione al Vangelo sine glossa, senza compromessi. Pienamente francescana fu la spiritualità di san Giuseppe da Copertino che, ricorda il Santo Padre, “fu innamorato del mistero dell’Incarnazione” contemplando con danze e canti la tenerezza divina del Bambinello o piangendo davanti al Crocifisso che egli vedeva “inchiodato alla Croce col martello dell’ingratitudine, dell’egoismo e dell’indiffe-renza”.
Esemplare la devozione del Santo all’Eucarestia, “pane degli angeli”, da lui indicata come “Sacramento dove il Figlio di Dio fatto uomo appare ai fedeli non faccia a faccia, ma cuore a cuore”. Obbediente al Successore di Pietro e devotamente attaccato alla Vergine Maria, “Protettrice, Signora, Patrona, Madre, Sposa, Adiutrice”, san Giuseppe da Copertino – continua il Pontefice – “risplende la sapienza dei piccoli e lo spirito delle beatitudini evangeliche”: semplice, obbediente, distaccato da tutto e in continuo cammino”. “Non poteva negare la straordinarietà dei doni di cui era fatto oggetto ma, ben lungi da qualsiasi atteggiamento di orgoglio o di vanto, andava alimentando sentimenti di umiltà e di verità, attribuendo tutto il merito del bene che fioriva tra le sue mani alla gratuita azione di Dio”.
Giovanni Paolo II conclude il messaggio, redatto in occasione del quarto centenario dalla nascita del “santo dei voli”, invitando tutti a soffermarsi sull’indole gioiosa, affabile e cordiale con tutti, propria di san Giuseppe da Copertino. Contemplando tali qualità, il Papa esprime l’auspicio che, nel corso delle celebrazioni giubilari di quest’anno, “possano tutti imparare a percorrere la strada che conduce ad una santità ‘feriale’, contrassegnata dal compimento fedele del proprio quotidiano dovere”.



