@Paolo Ondarza, Radio Vaticana
Dal sinodo dei vescovi l’appello per la pace nella Repubblica Democratica del Congo dove particolarmente difficile è la situazione per la comunità cristiana : ascoltiamo in proposito la testimonianza di mons. Fridolin Ambongo Besungu, vescovo di Bokungu Ikela, al microfono di Paolo Ondarza:
D. – Quali sono le aspettative di questo secondo Sinodo dei vescovi che si svolge a 15 anni di distanza dal primo dedicato all’Africa?
R. – Ci aspettiamo tanto da questo Sinodo. Il nostro Paese, la Repubblica Democratica del Congo, ha molto sofferto in questi ultimi 10, 15 anni. Io non sono solo vescovo e pastore in Congo ma sono anche presidente della Commissione Giustizia e Pace. Abbiamo vissuto delle realtà dolorose e allora noi da questo Sinodo ci aspettiamo proprio che la Chiesa in Africa parli con voce forte per porre fine alla sofferenza del popolo africano, in particolare del popolo dei Grandi Laghi, cioè del Congo, del Rwanda e del Burundi, questi tre popoli hanno molto sofferto. Vogliamo anche sensibilizzare le altre Chiese a questa dimensione internazionale del conflitto che stiamo vivendo. Io penso in particolare allo sfruttamento delle risorse naturali di cui si approfittano tutti ma non i popoli che vivono lì.
D. – Come il resto del mondo guarda a voi? Che percezione avete? Come la stampa parla di voi?
R. – Non parlano di noi molto. Parecchi non dicono la verità sulla nostra realtà. Ognuno ha il suo punto di vista. Noi non abbiamo i mezzi di comunicazione come qui in Europa e per questo tramite questo Sinodo vogliamo che la verità esca fuori. Poi le altre Chiese possono anche aiutarci per far capire la realtà della nostra situazione in Africa.
D. – Quali sono le difficoltà della Chiesa nella Repubblica Democratica del Congo?
R. – Noi condividiamo la sofferenza del nostro popolo: se il popolo soffre anche la Chiesa cattolica soffre. Ma la più grande difficoltà è che a volte abbiamo l’impressione di predicare nel deserto, con tutti questi capi che ammazzano i popoli: noi parliamo ma la nostre voce non è influente.
D. – In rapporto alle altre religioni come si pone la Chiesa cattolica?
R. – C’è una buona collaborazione fra noi e le altre Chiese. Ma ci sono anche nuove Chiese e sètte che lavorano e che sono nate proprio dalla volontà di diminuire la forza della Chiesa cattolica, perché alcune di queste Chiese sono fondate dai politici proprio per…
D. – …togliere consensi alla Chiesa…
R. – Sì, e poi anche per indebolire la Chiesa cattolica.
D. – E’ un problema che voi come cercate di arginare?
R. – Noi cerchiamo di aiutare i fedeli cristiani a vivere la loro fede in profondità e anche a vivere le conseguenze della loro fede in pratica nella realtà sociale.



