Sinodo. Mons. Stankevi?s: vicini a famiglie rispettando la fede

Continuano gli echi dal Sinodo sulla famiglia da poco concluso in Vaticano. Il tema dell’aiuto della Chiesa alle “famiglie ferite” è stato uno dei cardini della riflessione in Aula. Uno dei Padri sinodali, l’arcivescovo di Riga, in Lettonia, mons. Zbig?evs Stankevi?s, ne parla al microfono di Paolo Ondarza:

ASCOLTA: 

R. – All’inizio del Sinodo, è stata fatta veramente una descrizione fenomenologica, sociologica della situazione della famiglia nel mondo, che è molto complessa. Poi abbiamo analizzato cosa dice la Sacra Scrittura sulla famiglia e il magistero della Chiesa e poi abbiamo cercato di mettere tutto insieme: vuol dire quali risposte ci sono per i problemi di oggi? E la prima caratteristica della nostra risposta è realmente questa: apertura, massima apertura e delicatezza verso le situazioni irregolari ma, questo è molto importante, non cedendo sulla dottrina, sul contenuto della fede.

D. – Il Papa ha detto: “Il dovere della Chiesa non è distribuire condanne e anatemi, ma condurre tutti alla salvezza del Signore, perché la misericordia è il nome di Dio”…

R. – Sì, proprio così. Durante il Sinodo, nel mio intervento ho citato le parole dell’”Instrumentum Laboris”: la misericordia più grande è dire la verità con amore. Perché qualche volta andiamo incontro agli uomini dimenticando la verità e quando dimentichiamo la verità, la misericordia non è più misericordia. Sì, dobbiamo essere sensibili, ma dobbiamo anche affrontare i problemi e anche la questione del peccato.

D. – Quindi, indicare agli uomini un cammino di conversione?

R. – Sì, sì, proprio così.

D. – La situazione dei divorziati risposati, il loro accesso al Sacramento dell’Eucaristia: da questo Sinodo, che parola esce? Un discernimento che valuterà caso per caso? Cambia qualcosa?

R. – Sì. L’accesso ai Sacramenti sarà possibile solo nei casi specifici, saranno valutati caso per caso, e rimane integro l’insegnamento della Chiesa che c’è stato fino ad oggi e ha delle esigenze chiare: vuol dire che non c’è un’apertura generica, che tutti possono accedere all’Eucarestia. Durante questo Sinodo, una parola che è arrivata forte è “discernimento”: non si può per tutti applicare lo stesso, perché ci sono situazioni particolari e sono da valutare.

D. – Complessivamente, è stata un’esperienza di un “cammino insieme”?

R. – Sì, un cammino insieme. Ambedue le parti si sono abbassate e hanno trovato un linguaggio comune incontrandosi. Questo è stato importante, anche quelli che avevano opinioni contrarie hanno parlato l’uno con l’altro in un clima di amicizia, di apertura.

D. – Il Papa ha detto: “Sinodo significa tornare a camminare insieme”…

R. – C’è il pericolo che le Chiese locali inizino ad applicare diversamente questi principi, ma finora abbiamo camminato insieme e spero che questo continuerà anche fuori dall’Aula sinodale.

Biagio Biagetti: Arte Sacra e Restauro nel primo Novecento

Pittore, restauratore, critico d'arte. Biagio Biagetti è stato un indiscusso protagonista dell'arte cristiana della prima metà del Novecento. Allievo di Ludovico Seitz, ultimo dei Nazareni, ha elaborato nell'ambito della pittura sacra un linguaggio fortemente innovativo, ma fedele alla tradizione. Decisivo il suo contributo all'interno del dibattito sull'arte sacra nel primo Novecento.

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