Vacanze: tempo di riposo per l’anima e per il corpo. Sempre più italiani scelgono di trascorrere le ferie in luoghi alternativi, poco pubblicizzati da agenzie di viaggi e spot televisivi, per ritrovare se stessi e abbinare in un’unica opzione spiritualità, cultura e socialità. Sono moltissime le iniziative messe a disposizione da conventi, monasteri e case religiose: da percorsi di riscoperta di santi del passato all’organizzazione di esercizi spirituali rivolti a tutte le fasce di età; dall’offerta di condividere più giornate con una comunità monastica all’organizzazione di campi di lavoro missionari a servizio dei più poveri. Ma come reperire informazioni su queste proposte? Un aiuto lo offre “Itinerari”, la guida dell’accoglienza cattolica in Italia, un utile strumento di facile consultazione giunto ormai alla sua quarta edizione. Diamo la parola a Giordano Treveri, direttore della Editoriale Italiana che ha pubblicato il libro.
R. – Itinerari nasce da una costola – chiamiamola così – dell’Annuario cattolico d’Italia che presenta tutte le istituzioni ecclesiastiche, religiose esistenti nel nostro paese. Abbiamo ritenuto opportuno estrapolare questo capitolo per rendere un servizio a quanti intendono fare turismo in modo diverso.
D. – Chi sceglie questo tipo di vacanza alternativa?
R. – Devo dire che mi meraviglio ogni giorno. Ricevo telefonate da tutte le parti d’Italia e le persone appartengono alle categorie più impensate: da insegnanti, ad industriali, da giovani ad anziani. Non è solo un fatto economico perché in questi posti si spende di meno, ma una scelta ben meditata e finalizzata a vivere un determinato momento di riflessione, di spiritualità, di ricerca, d’incontro. E’ un dato di fatto che ormai da 8 anni riscontriamo.
D. – Perché c’è questa spinta alla ricerca spirituale proprio d’estate quando le alternative sono così tante…
R. – Ma credo che la gente sia anche stanca di chiasso, di noia, di rumori di cose futili, poco significative, come possono essere le discoteche. La gente ricerca luoghi ameni, sereni dove sia possibile riflettere, pensare all’oggi ed anche al domani.
D. – Torniamo a parlare della guida…Quanti sono gli alloggi menzionati?
R. – Ne abbiamo menzionati – tra piccoli, medi e grandi – oltre 3.500. Devo rivelare anche un segreto: stiamo predisponendo un portale a livello internazionale soprattutto per Stati Uniti, Canada, Africa e Australia in modo particolare perché l’iniziativa parte dai gesuiti del Paese.
D. – Il turismo religioso, i cui suggerimenti sono contenuti nella vostra guida, riguarda solo alcuni luoghi specifici, oppure comprende una più vasta proposta di itinerari: dal mare alla montagna …?
R. – Assolutamente sì. Dove ci sono strutture, vecchie abbazie, vecchi conventi, eremi sorgono luoghi di accoglienza. E sappiamo che dette strutture sorgono nei luoghi più disparati, a stretto contatto con la natura. In alcuni, addirittura, si può fare esperienza monastica, o esercizi, giornate di riflessione su determinati argomenti di carattere spirituale.



