Vescovi Bolivia: in atto deriva antidemocratica e colonizzazione ideologica

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Una nuova forma di colonizzazione ideologica dei valori culturali e religiosi sta avanzando in maniere preoccupante. Lo denunciano in un comunicato diffuso ieri i vescovi boliviani commentando da un lato la recente depenalizzazione dell’aborto  da parte della Camera dei Deputati e dall’altro la concreta possibilità che il partito di governo possa ottenere, con il benestare del Tribunale Costituzionale Plurinazionale, la possibilità di essere rieletto indefinitamente.

I presuli parlano di un “grave danno alla democrazia” e di una atto che calpesta la volontà popolare espressa dal referendum del 21 febbraio 2016. In quell’occasione infatti i boliviani bocciarono l’introduzione della rieleggibilità ad oltranza del presidente Evo Morales. Non tenerne conto, scrive la Conferenza Episcopale del Paese latinoamericano, minerebbe “la credibilità e la legittimità delle autorità e istituzioni chiamate a preservare la salute democratica del paese”.

Tante quindi le incognite: “Dove sono andati a finire i diritti di milioni di elettori? Dove ci stanno conducendo?”. Quest’ultima domanda anima anche la ferma condanna, nel comunicato, della depenalizzazione dell’aborto, inserita nella riforma del codice penale, che – scrivono ancora i vescovi  – “contrasta con la protezione del diritto alla vita sancito dalla Costituzione e dagli Accordi Internazionali sui Diritti Umani”. Anche in questo caso – lamentano – “i legislatori non hanno tenuto conto delle migliaia di firme raccolte e delle numerose manifestazioni a favore del diritto alla vita”: non c’è stato un “dibattito aperto e trasparente”, la discussione parlamentare ha avuto luogo in orari nei quali non era presente la totalità dei deputati.

Forte l’appello a tutti i cattolici: “è una contraddizione dirsi cristiani e appoggiare l’aborto. Una fede alla quale non corrispondano le azioni è morta, nessuna attività della Chiesa in campo sanitario si presterà a sopprimere la vita dei più innocenti”.

Biagio Biagetti: Arte Sacra e Restauro nel primo Novecento

Pittore, restauratore, critico d'arte. Biagio Biagetti è stato un indiscusso protagonista dell'arte cristiana della prima metà del Novecento. Allievo di Ludovico Seitz, ultimo dei Nazareni, ha elaborato nell'ambito della pittura sacra un linguaggio fortemente innovativo, ma fedele alla tradizione. Decisivo il suo contributo all'interno del dibattito sull'arte sacra nel primo Novecento.

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